Forum delle associazioni disciplinari della scuola
“Indicazioni nazionali” e “profili educativi”
pareri
e commenti delle associazioni disciplinari sui documenti ministeriali per il
primo ciclo dell’istruzione
Bologna
novembre 2003
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ARTE ED IMMAGINE
ANISA -
Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte
Osservazioni sulle Indicazioni nazionali per i Piani
di studio personalizzati della Scuola secondaria di I° grado.
Obiettivi generali del processo formativo
· In merito agli Obiettivi Generali va rilevato che sono certamente condivisibili contenuti e
finalità dei primi tre paragrafi e precisamente quelli relativi alla Scuola
dell'identità, la Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero
degli svantaggi e la Scuola della motivazione e del significato.
· Nel paragrafo sulla Scuola
orientativa, quando si enuncia tra le altre finalità «La possibilità del
preadolescente di operare scelte realistiche nell’immediato e nel futuro,
portando avanti lo sviluppo di un progetto di vita personale», sostanzialmente
viene definito con troppo anticipo un percorso orientante in cui si ipotizzano
scelte future di ruolo culturale e professionale prima dei quattordici anni.
· Nel paragrafo sulla Scuola
della relazione educativa, sembra che questa relazione abbia il suo
fondamento nel rapporto di affettività tra allievo e docente, tra gruppi di
allievi nella classe e nella scuola; ora sicuramente l'attenzione all'altro, la
relazione interpersonale volta a incoraggiare e sostenere i processi di
apprendimento, a non sottolineare le differenze tra livelli di rendimento, a
smussare tensioni e conflitti tra gli allievi, sono elementi fondanti nella
professione docente, ma non si può dare un ruolo così preminente
all'affettività: «l'altro ci sta a cuore e si sente che il suo bene è in fondo
anche la realizzazione del nostro». Il rapporto di cura e di affetto ha
la sua sede primaria nella famiglia, la relazione educativa si muove in ambito
diverso: il diritto/dovere all'istruzione degli allievi si coniuga con le
specifiche competenze professionali dei docenti in un clima di reciproco
rispetto e collaborazione, relazione interpersonale cordiale, non di
affidamento affettivo.
Obiettivi specifici di apprendimento
· Nonostante le “tre
consapevolezze” della premessa precisino il carattere non rigidamente
sequenziale e autoreferenziale degli obiettivi di apprendimento ed invitino
alla costruzioni di percorsi o unità di apprendimento che intreccino più
obiettivi e più discipline, tuttavia le tabelle degli obiettivi specifici di
apprendimento relative ad Arte ed Immagine elencano ed accomunano come
«livelli essenziali di prestazione» una sterminata serie di conoscenze
da acquisire, di abilità espressive, tecniche e tecnologiche da
padroneggiare, di capacità di lettura dell'opera d'arte a più livelli,
da quello percettivo a quello relativo ai codici spaziali e compositivi della
rappresentazione, a quello iconico e simbolico e così via.
· I “Paradigmi” del percorso
dell'arte nei secoli reintroducono, differenziando il biennio dal terzo anno,
una scansione cronologica che esclude la contemporaneità per il biennio,
contemporaneità che invece secondo tutte le buone pratiche delle attuali scuole
elementari e medie è il punto di partenza per percorsi di percezione del colore
e dello spazio, per manipolazioni materiche, nonchè per esercitazioni con
strumentazioni multimediali.
· Un'altra osservazione riguarda
l'uso generico dell'aggettivo “estetico” relativo ad una fascia d'età in cui
non è possibile richiedere valutazioni estetiche nell'accezione specifica di
questo termine.
· La «sensibilizzazione verso le
problematiche relative alla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico» è
introdotta soltanto nell'ultimo anno del ciclo, mentre nei primi due ci si
limita alla richiesta di «riconoscere e leggere le tipologie principali dei
beni artisitici e culturali [...] individuare i beni artistici e culturali
presenti nel territorio» e «il valore sociale ed
estetico del patrimonio ambientale e culturale». La consapevolezza del
ruolo che tutela e conservazione hanno nella salvaguardia del patrimonio
artistico e paesaggistico è un obiettivo formativo che può e deve essere
introdotto nel momento stesso in cui si individuano e definiscono le
caratteristiche del bene artistico-culturale
· Sarebbe opportuna una
definizione più precisa dei quadri orari in cui i piani di studio andranno a
collocarsi. Infatti un orario obbligatorio di 825 ore annue corrisponde a 25
ore settimanali che possono al massimo diventare 900 cioè 27 settimanali,
includendo l'insegnamentodi religione e la quota riservata alle regioni. I
“livelli essenziali di prestazioni” dovranno essere raggiunti presumibilmente
entro questo monte ore settimanale; quindi, solo da una griglia oraria più
dettagliata risulterà la possibilità concreta di misurarsi realisticamente con
i livelli essenziali cui si riferiscono le tabelle degli obiettivi specifici di
rendimento.
Obiettivi specifici per l'educazione alla Convivenza
civile
· Nella sezione Educazione
alla Cittadinanza manca un riferimento specifico e una sottolineatura
chiara all'educazione alla tutela, protezione e difesa del patrimonio artistico
e naturale. C'è solo un generico obiettivo «Relazione tra problematiche
ambientali e patrimonio artistico». E' invece basilare che in quella fascia
d'età il futuro cittadino acquisti la consapevolezza che il patrimonio
storico-artistico e naturale è un patrimonio inalienabile di tutti i cittadini,
che prima ancora del suo valore economico, esso costituisce parte
integrante della identità storica e culturale del nostro paese, e che la sua
tutela è affidata alla coscienza civica di tutti i cittadini.
· La sezione Educazione all'affettività
entra in modo molto specifico e dettagliato in tematiche che richiedono un
approccio attento alle reazioni emotive del preadolescente. Non è chiaro quali
competenze professionali dovrebbero entrare in campo per un'operazione di
questo genere. Solo personale specializzato in collaborazione con l'istituzione
scolastica può assumere questi compiti. Non si deve confondere il ruolo del
docente con quello dello psicologo, perchè i danni di una mescolanza dei ruoli
possono essere molto maggiori dei benefici. In ogni caso un obiettivo come
«L’aspetto culturale e valoriale della connessione tra
affettività-sessualità-moralità» esula anche dalle competenze professionali di
uno psicologo perchè entra nel campo di valutazioni e connessioni su cui non si
possono dare giudizi ed interpretazioni prescrittive e modelli di comportamento
predefiniti..
· In questa sezione vengono
indicati come obiettivi di apprendimento: «La preadolescenza nell’arte
(pittura, musica, cinema,ecc)», e ancora «Espressioni artistiche
dell’affettività e della sessualità in epoca odierna e in epoche passate».
Sembra strano dover ricordare agli estensori delle tabelle che non si può fare
un uso così riduttivo e strumentale dell'opera d'arte che va sempre guardata e
letta nella sua unicità e ricchezza di significati artistici e culturali.