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Le associazioni disciplinari della scuola che si incontrano nel
Forum che da esse prende nome sono associazioni di insegnanti della
scuola e universitari che svolgono ricerca didattica e attività di formazione
con riferimento a un’area disciplinare. Gli incontri sono iniziati nel 1997 con
l’intento di dare un contributo critico al progetto di riforma dell’allora
ministro dell’Istruzione; nel documento di intenti si diceva tra
l’altro:
Le associazioni disciplinari della scuola sono
consapevoli di rappresentare quella parte del mondo della scuola che si è
impegnata con maggiore continuità e rigore nell’innovazione didattica, nella
diffusione di esperienze, conoscenze e competenze metodologiche, insieme a
quella parte del mondo universitario che ha saputo impegnare le proprie
competenze scientifiche nella ricerca didattica, in uno sforzo comune con gli
insegnanti.
Esse intendono offrire alla riforma proposta il
contributo delle proprie esperienze e competenze specifiche, non solo ciascuna
nei campi disciplinari di propria competenza, ma anche nei punti di snodo fra
l’architettura del sistema scolastico e l’articolazione dei
curricoli.
In questi dieci anni le associazioni, nell’ambito del
loro Forum,
- si sono incontrate in 23 seminari
nazionali e hanno promosso quattro giornate nazionali di studio,
- hanno prodotto documenti sui temi
centrali dei curricoli e della formazione dei docenti,
- hanno contribuito alla stesura dei
curricoli per la scuola di base della Commissione De Mauro, in cui erano ben
rappresentate,
- hanno condotto una critica serrata
agli aspetti curricolari e didattici della riforma Moratti. (Si veda il Libro
bianco “Indicazioni nazionali” e “profili educativi”: pareri e commenti delle
associazioni disciplinari edito a cura del Forum nel
2003).
I campi in cui le associazioni ritengono di poter meglio
contribuire al rinnovamento della politica scolastica sono la formazione degli
insegnanti (iniziale e in servizio) e la ridefinizione dei curricoli, in
particolare con la riscrittura degli obiettivi specifici di
apprendimento.
· Nel campo della formazione in
servizio le associazioni disciplinari hanno accumulato esperienza in decenni
di interventi; sono tutte o quasi tutte convenzionate col Ministero per
progetti di formazione e di ricerca didattica e riconosciute come “soggetti di
formazione”; sono intervenute e stanno intervenendo in progetti di formazione
gestiti dall’INDIRE di concerto con la Direzione per il Personale del Ministero.
Nella nuova realtà in cui i progetti di formazione e i fondi sono devoluti agli
istituti scolastici autonomi e agli uffici scolastici regionali, è urgente
ridefinire il contributo di competenze che le associazioni possono continuare a
fornire.
· Nel campo della formazione
iniziale, esperti formatisi nelle associazioni sono largamente presenti tra
le diverse figure attive nelle SSIS e nei corsi di Laurea in Formazione primaria
(docenti di corsi e di laboratori, supervisori di tirocinio); sulla base di
questa esperienza le associazioni hanno condotto una riflessione e ritengono di
poter fornire un contributo di competenza nel momento in cui si deve dare un
assetto stabile a un sistema troppo a lungo vissuto nella provvisorietà. Fin da
ora possono anticipare due princìpi a cui intendono attenersi:
- occorre partire da ciò che si è faticosamente costruito in questi
anni, per la prima volta nella storia italiana, per potenziarlo e migliorarlo,
mentre sarebbe disastroso ripartire da zero;
- una delle acquisizioni più preziose dell’esperienza delle SSIS e
della Formazione primaria è l’avvio di una collaborazione organica tra
università e scuola, in particolare con la cerniera rappresentata dai
supervisori di tirocinio; la valorizzazione delle competenze didattiche
formatesi nella scuola deve diventare sempre più un punto di riferimento della
formazione dei nuovi insegnanti.
· Nel campo della definizione dei
curricoli le associazioni disciplinari possiedono competenze specifiche,
formatesi nelle sedi sia universitarie che scolastiche, e hanno avviato da anni
un confronto alla ricerca della massima integrazione e coerenza tra le diverse
proposte disciplinari, a partire da un lessico comune. Ritengono che la
definizione di un curricolo per competenze, in un quadro di promozione di
una reale autonomia scolastica, sia ancora la strada maestra da percorrere; in
questa direzione ritengono di poter fornire un contributo importante.
Per queste ragioni, con questo spirito, le associazioni firmatarie
del presente documento propongono al Ministero della Pubblica istruzione
l’istituzione di un tavolo di consultazione permanente sui temi della formazione
degli insegnanti e della definizione dei curricoli.
Bologna, 15 ottobre 2006
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