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Forum delle associazioni disciplinari della scuola - Relazione sul XXII Seminario nazionale (17.9.2006) 
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Al seminario sono state presenti 25 persone, in rappresentanza di quattordici associazioni: ADI-SD, AEEE, AIF, AIIG, AISPI-scuola, ANISN, Clio ’92, GISCEL, INSMLI e LANDIS, LEND, SFI-CD, SCI-DD, SIEM, TESOL Italy. 

In apertura, Colombo ha ricordato gli Spunti per una discussione che, dopo più di un anno di sospensione dei lavori, sono stati formulati dal Coordinamento del 30 maggio e inviati alle associazioni in vista di questo Seminario:

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Spunti per una discussione

1. La scuola italiana sembra aver bisogno di serenità più che di nuove riforme; occorre un periodo di raccoglimento, dopo lo stress delle riforme annunciate o iniziate. Naturalmente una serie di temi devono essere affrontati, spesso con urgenza, ma occorre cautela nelle innovazioni, che devono essere effettivamente sostenibili. Affrontare le questioni concrete rimaste in sospeso è più utile che una discussione in astratto sulla legge 53 e sulla legge 30.

2. Una questione non eludibile, e che riguarda da vicino le nostre associazioni, è che gli OSA devono essere ripensati a fondo: quelli del “primo ciclo” (terminologia attuale), in vigore ma ufficialmente provvisori, su cui quasi tutto il Forum ha espresso giudizi molto severi, quelli della scuola secondaria di secondo grado, la cui entrata in vigore pare sia sospesa. Probabilmente va ripreso un discorso generale (che avevamo iniziato negli anni intorno al 2000) sulla natura stessa degli OSA: il loro scopo, le dimensioni, le scansioni, la lingua stessa in cui vanno scritti.

3. Un tema che probabilmente si porrà e ci coinvolgerà è l’istituzione di un biennio superiore unitario. Con tutte le cautele accennate prima a proposito di innovazioni strutturali, si pongono qui molte questioni: la definizione dello “zoccolo comune” unitario per gli indirizzi, il rapporto con la formazione professionale, e mille altre.

4. Formazione iniziale: che fare dell’art. 5 e del suo decreto legislativo? Pronunciarci per il mantenimento delle SSIS e (forse) dei corsi di laurea in Formazione primaria? Se sì, come collocare la SSIS rispetto alla laurea triennale? (lo sfondo di qualunque proposta nostra non importa ripeterlo fra noi: il rapporto stretto fra università e scuola, la valorizzazione dell’esperienza e della ricerca didattica dovunque si faccia ecc.).

5. Formazione in servizio (terreno nostro per eccellenza): abbiamo idee e proposte comuni da avanzare? Come rilanciare un adeguato riconoscimento del diritto degli insegnanti alla formazione in servizio? Come collocare il Forum rispetto alla proposta che viene dalla SIEM di creare un coordinamento che faccia delle associazioni nel loro insieme un interlocutore dell’INDIRE?

6. Questioni di metodo. Bisognerà trovare il modo di ribadire che qualunque scelta, riforma, controriforma scolastica deve passare attraverso un dibattito ampio nella scuola, nella società, tra gli esperti (tra i quali senza finta modestia ci annoveriamo noi delle associazioni). Deve essere dimenticato il metodo delle commissioni semiclandestine, delle fratture ed esclusioni tra le componenti culturali del paese, degli Stati generali.

7. Pubblicizzazione delle attività del Forum mediante un sito e iniziative decentrate (seminari,convegni, corsi di formazione ecc.), promosse dalle sezioni locali o regionali di più associazioni aderenti al Forum.

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In questi tre mesi di attività del nuovo governo si sono delineate alcune novità che vanno nella direzione delle ipotesi formulate allora. Colombo ha potuto avere in proposito anche un breve colloquio con la viceministra Bastico. In particolare:

punto 1: Fioroni dice che lavora non per grandi riforme ma per una buona quotidianità, nei confronti della riforma Moratti adotta la “strategia del cacciavite” (intervenire con decreti e regolamenti, evitando un’abrogazione secca, sia per non dare l’impressione che ogni cambio di maggioranza sia un azzeramento, sia per ragioni di debolezza parlamentare);

punto 2: sugli o.s.a. c’è la discutibile iniziativa del ministro di consultare una commissione di insegnanti sorteggiati e non si sa altro, ma è un compito nostro insistere e riproporre la nostra competenza;

punto 3: Biennio sup. unitario: intenzione attribuita al governo, anche se forse non ci sono impegni ufficiali; resta il nostro compito di lavorare a definire uno “zoccolo comune” tra i bienni esistenti, tenendo conto anche di esperienze già avviate;

punto 4: Formaz. iniziale: è difficile pensare a un lavoro di “cacciavite” sull’art. 5 l. 53; è il caso di prender posizione? perché non si butti via, ma si sviluppi quel che si è cominciato da pochi anni;

punto 5: Formaz. in servizio: i responsabili politici ne parlano poco (e la scissione col Ministero dell’università potrebbe creare nuove difficoltà, come pure per la f. iniziale); forse è il caso di chiedere che ci sia di nuovo un’iniziativa dal centro in materia (scippata da un articolo del decreto attuativo dell’art. 5); non solo per questo, ma soprattutto per questo, si dovrebbe chiedere di avere  un tavolo di confronto permanente col governo (analogo al “forum” delle associazioni generaliste); Colombo ne ha accennato con la Bastico; domani ci sarà un incontro delle associazioni del progetto Abilità di base con la Direzione del personale, anche in quella sede si potrà riproporre la questione.

punto 6: Metodo: pare che ci sia una certa volontà di ascolto della scuola.

punto 7: si tratta di riprendere almeno l’attività di creazione di un sito del Forum, abbandonata un anno fa.

La riunione di oggi sarà dedicata di necessità a un lungo giro di tavolo, per cui non si potrà andare oltre la scelta di 2-3 priorità in questa lista, per avviare un lavoro a partire da un prossimo seminario già previsto.

            La discussione seguente ha visto non meno di venti interventi, che non si possono riassumere uno per uno, data anche l’incompletezza di appunti personali. I temi ritornati più di frequente sono:

A) la necessità di accreditare le associazioni disciplinari come interlocutore permanente del M.P.I. sui temi della formazione degli insegnanti e dei curricoli: ne parlano Gusso (INSMLI), Bufo (ADI), Stevenson (Tesol); Arena (AIIG), Rabuiti (Clio 92), Bianchi (SFI), Gandolfi (AIF) pongono questa come priorità. A richiesta di Piccioni (ANISN), Colombo precisa che il Forum non intende presentarsi come interlocutore istituzionale in quanto tale, ma come veicolo per creare un “tavolo” in cui gli interlocutori del MPI siano le associazioni.

[Post Scriptum: nell’incontro del giorno successivo tra dirigenti della direzione del personale e associazioni impegnate nel progetto “Abilità di base”, la parte ministeriale ha mostrato un interesse favorevole all’idea di un tavolo con le associazioni disciplinari. Sul versante politico, la Bastico, nel colloquio con Colombo, ha dato l’impressione di non averne mai sentito parlare. D’altra parte durante il Seminario i rappresentanti di AIF e ANISN hanno riferito che le tre associazioni di scienze sperimentali su semplice richiesta hanno ottenuto subito un colloquio col ministro Fioroni].

B) La formazione in servizio (e subito dopo quella iniziale) è indicata da molti interventi come il terreno di intervento proprio per eccellenza delle associazioni disciplinari; ne parlano Gusso, Stevenson, Rabuiti, Sclarandis (ADI), Jetti (AISPI scuola), Minardi (LEND) Deriu (SIEM), Spingola (ADI); molto interesse ha suscitato il modello del progetto ISS (insegnamento delle scienze sperimentali, inserito in “Abilità di base”) illustrato da Sgrignoli (AIF) e Piccioni (ANISN): è un progetto proposto dalle associazioni e accolto dal Ministero, prevede tra l’altro la formazione di tutori per creare presidi territoriali di f.i.s. Si è discusso sul ruolo dell’INDIRE: alcuni hanno mostrato perplessità sui suoi procedimenti, altri (in particolare Delmonaco, LANDIS) hanno ricordato i vantaggi che rendono la formazione a distanza un mezzo efficace, anche se non unico. Sulla formazione iniziale, Goggi (ADI) ha ricordato un recente intervento del sottosegretario all’Università Modica, che riconosceva l’opportunità di mantenere le SSIS e il rapporto università-scuola nella formazione iniziale.

C) I curricoli sono stati toccati da vari interventi, sotto vari aspetti:

- la necessità che le associazioni riprendano l’iniziativa sugli o.s.a. ancora da scrivere e su quelli probabilmente da riscrivere (Aquilini SCI-DD, Gandolfi AIF), la priorità del terreno delle competenze per le nostre associazioni (Castrovilli AEEE); l’opportunità di ripartire dalle nostre elaborazioni sul curricolo del periodo 1999-2001 (Guerriero, GISCEL);

- i lavori in corso in vista della costruzione di un biennio unitario (Aquilini su un’esperienza in corso a Pisa; Bianchi sulla filosofia nell’area comune) o per la definizione di piani di studio specifici (Castrovilli: iniziativa lombarda per la definizione di un liceo economico);

- Quartapelle (LEND) ha insistito sulla necessità di riprendere il discorso sulla flessibilità dei curricoli, anche per affrontare il problema dell’area comune coi relativi pericoli di sovraccarico; Gusso sulla necessità di ragionare per aree e non esclusivamente per discipline.

            Altri temi che sono stati toccati ma non si sono imposti al centro della discussione sono stati la questione degli esami di stato e dei debiti formativi (Bufo) o il problema della crisi generale della scuola, che pone l’esigenza di ridarle una prospettiva ideale (Goggi), o di una riforma generale (Rabuiti). Presentando il documento di Portare il mondo a scuola, coordinamento delle organizzazioni non governative lombarde, da lui spedito il 15.9.2006 in allegato per email a tutte le associazioni del Forum, Gusso ha proposto di accogliere la richiesta di tale coordinamento di inviare degli osservatori ai seminari del Forum.

            Conclusioni condivise:

- che si dedichino prossimi seminari a temi specifici;

- che la prima data (tra quelle a suo tempo suggerite dal Coordinamento) sia domenica 15 ottobre;

- che il tema sia la formazione degli insegnanti, senza fissare una priorità preliminare tra f.i.s. e f.i. (questo tema prevale su “curricoli” per numero di interventi);

- che alla tematica dei curricoli venga dedicato un seminario successivo;

- che contemporaneamente si prepari un documento con cui il Forum presenta al M.P.I. le associazioni disciplinari e chiede un tavolo di consultazione permanente sui temi della formazione e della definizione dei curricoli.

(redige Adriano Colombo)

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