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Al
seminario sono state presenti 25 persone, in rappresentanza di quattordici
associazioni: ADI-SD, AEEE, AIF, AIIG, AISPI-scuola, ANISN, Clio ’92, GISCEL,
INSMLI e LANDIS, LEND, SFI-CD, SCI-DD, SIEM, TESOL Italy.
In apertura, Colombo ha ricordato gli Spunti per una
discussione che, dopo più di un anno di sospensione dei lavori, sono stati
formulati dal Coordinamento del 30 maggio e inviati alle associazioni in vista
di questo Seminario:
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Spunti per una discussione
1. La
scuola italiana sembra aver bisogno di serenità più che di nuove riforme;
occorre un periodo di raccoglimento, dopo lo stress delle riforme annunciate o
iniziate. Naturalmente una serie di temi devono essere affrontati, spesso con
urgenza, ma occorre cautela nelle innovazioni, che devono essere effettivamente
sostenibili. Affrontare le questioni concrete rimaste in sospeso è più utile che
una discussione in astratto sulla legge 53 e sulla legge 30.
2. Una
questione non eludibile, e che riguarda da vicino le nostre associazioni, è che
gli OSA devono essere ripensati a fondo: quelli del “primo ciclo” (terminologia
attuale), in vigore ma ufficialmente provvisori, su cui quasi tutto il
Forum ha espresso giudizi molto severi, quelli della scuola secondaria di
secondo grado, la cui entrata in vigore pare sia sospesa. Probabilmente va
ripreso un discorso generale (che avevamo iniziato negli anni intorno al 2000)
sulla natura stessa degli OSA: il loro scopo, le dimensioni, le scansioni, la
lingua stessa in cui vanno scritti.
3. Un
tema che probabilmente si porrà e ci coinvolgerà è l’istituzione di un biennio
superiore unitario. Con tutte le cautele accennate prima a proposito di
innovazioni strutturali, si pongono qui molte questioni: la definizione dello
“zoccolo comune” unitario per gli indirizzi, il rapporto con la formazione
professionale, e mille altre.
4.
Formazione iniziale: che fare dell’art. 5 e del suo decreto legislativo?
Pronunciarci per il mantenimento delle SSIS e (forse) dei corsi di laurea in
Formazione primaria? Se sì, come collocare la SSIS rispetto alla laurea
triennale? (lo sfondo di qualunque proposta nostra non importa ripeterlo fra
noi: il rapporto stretto fra università e scuola, la valorizzazione
dell’esperienza e della ricerca didattica dovunque si faccia ecc.).
5.
Formazione in servizio (terreno nostro per eccellenza): abbiamo idee e proposte
comuni da avanzare? Come rilanciare un adeguato riconoscimento del diritto degli
insegnanti alla formazione in servizio? Come collocare il Forum rispetto
alla proposta che viene dalla SIEM di creare un coordinamento che faccia delle
associazioni nel loro insieme un interlocutore dell’INDIRE?
6.
Questioni di metodo. Bisognerà trovare il modo di ribadire che qualunque scelta,
riforma, controriforma scolastica deve passare attraverso un dibattito ampio
nella scuola, nella società, tra gli esperti (tra i quali senza finta modestia
ci annoveriamo noi delle associazioni). Deve essere dimenticato il metodo delle
commissioni semiclandestine, delle fratture ed esclusioni tra le componenti
culturali del paese, degli Stati generali.
7.
Pubblicizzazione delle attività del Forum mediante un sito e iniziative
decentrate (seminari,convegni, corsi di formazione ecc.), promosse dalle sezioni
locali o regionali di più associazioni aderenti al Forum.
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In questi tre mesi di attività del nuovo governo si sono delineate
alcune novità che vanno nella direzione delle ipotesi formulate allora. Colombo
ha potuto avere in proposito anche un breve colloquio con la viceministra
Bastico. In particolare:
punto 1:
Fioroni dice che lavora non per grandi riforme ma per una buona quotidianità,
nei confronti della riforma Moratti adotta la “strategia del cacciavite”
(intervenire con decreti e regolamenti, evitando un’abrogazione secca, sia per
non dare l’impressione che ogni cambio di maggioranza sia un azzeramento, sia
per ragioni di debolezza parlamentare);
punto 2: sugli o.s.a. c’è la
discutibile iniziativa del ministro di consultare una commissione di insegnanti
sorteggiati e non si sa altro, ma è un compito nostro insistere e riproporre la
nostra competenza;
punto 3:
Biennio sup. unitario: intenzione attribuita al governo, anche se forse non ci
sono impegni ufficiali; resta il nostro compito di lavorare a definire uno
“zoccolo comune” tra i bienni esistenti, tenendo conto anche di esperienze già
avviate;
punto 4:
Formaz. iniziale: è difficile pensare a un lavoro di “cacciavite” sull’art. 5 l.
53; è il caso di prender posizione? perché non si butti via, ma si sviluppi quel
che si è cominciato da pochi anni;
punto 5:
Formaz. in servizio: i responsabili politici ne parlano poco (e la scissione col
Ministero dell’università potrebbe creare nuove difficoltà, come pure per la f.
iniziale); forse è il caso di chiedere che ci sia di nuovo un’iniziativa dal
centro in materia (scippata da un articolo del decreto attuativo dell’art. 5);
non solo per questo, ma soprattutto per questo, si dovrebbe chiedere di avere
un tavolo di confronto permanente col governo (analogo al “forum” delle
associazioni generaliste); Colombo ne ha accennato con la Bastico; domani ci
sarà un incontro delle associazioni del progetto Abilità di base con la
Direzione del personale, anche in quella sede si potrà riproporre la
questione.
punto 6: Metodo: pare che ci sia una certa
volontà di ascolto della scuola.
punto 7: si
tratta di riprendere almeno l’attività di creazione di un sito del Forum,
abbandonata un anno fa.
La riunione di oggi sarà dedicata di necessità a un lungo giro di
tavolo, per cui non si potrà andare oltre la scelta di 2-3 priorità in questa
lista, per avviare un lavoro a partire da un prossimo seminario già
previsto.
La
discussione seguente ha visto non meno di venti interventi, che non si possono
riassumere uno per uno, data anche l’incompletezza di appunti personali. I temi
ritornati più di frequente sono:
A) la
necessità di accreditare le associazioni disciplinari come interlocutore
permanente del M.P.I. sui temi della formazione degli insegnanti e dei
curricoli: ne parlano Gusso (INSMLI), Bufo (ADI), Stevenson (Tesol); Arena
(AIIG), Rabuiti (Clio 92), Bianchi (SFI), Gandolfi (AIF) pongono questa come
priorità. A richiesta di Piccioni (ANISN), Colombo precisa che il Forum non
intende presentarsi come interlocutore istituzionale in quanto tale, ma come
veicolo per creare un “tavolo” in cui gli interlocutori del MPI siano le
associazioni.
[Post
Scriptum: nell’incontro del giorno successivo tra dirigenti della direzione
del personale e associazioni impegnate nel progetto “Abilità di base”, la parte
ministeriale ha mostrato un interesse favorevole all’idea di un tavolo con le
associazioni disciplinari. Sul versante politico, la Bastico, nel colloquio con
Colombo, ha dato l’impressione di non averne mai sentito parlare. D’altra parte
durante il Seminario i rappresentanti di AIF e ANISN hanno riferito che le tre
associazioni di scienze sperimentali su semplice richiesta hanno ottenuto subito
un colloquio col ministro Fioroni].
B) La
formazione in servizio (e subito dopo quella iniziale) è indicata da molti
interventi come il terreno di intervento proprio per eccellenza delle
associazioni disciplinari; ne parlano Gusso, Stevenson, Rabuiti, Sclarandis
(ADI), Jetti (AISPI scuola), Minardi (LEND) Deriu (SIEM), Spingola (ADI); molto
interesse ha suscitato il modello del progetto ISS (insegnamento delle scienze
sperimentali, inserito in “Abilità di base”) illustrato da Sgrignoli (AIF) e
Piccioni (ANISN): è un progetto proposto dalle associazioni e accolto dal
Ministero, prevede tra l’altro la formazione di tutori per creare presidi
territoriali di f.i.s. Si è discusso sul ruolo dell’INDIRE: alcuni hanno
mostrato perplessità sui suoi procedimenti, altri (in particolare Delmonaco,
LANDIS) hanno ricordato i vantaggi che rendono la formazione a distanza un mezzo
efficace, anche se non unico. Sulla formazione iniziale, Goggi (ADI) ha
ricordato un recente intervento del sottosegretario all’Università Modica, che
riconosceva l’opportunità di mantenere le SSIS e il rapporto università-scuola
nella formazione iniziale.
C) I curricoli
sono stati toccati da vari interventi, sotto vari aspetti:
- la necessità
che le associazioni riprendano l’iniziativa sugli o.s.a. ancora da scrivere e su
quelli probabilmente da riscrivere (Aquilini SCI-DD, Gandolfi AIF), la priorità
del terreno delle competenze per le nostre associazioni (Castrovilli AEEE);
l’opportunità di ripartire dalle nostre elaborazioni sul curricolo del periodo
1999-2001 (Guerriero, GISCEL);
- i lavori in
corso in vista della costruzione di un biennio unitario (Aquilini su
un’esperienza in corso a Pisa; Bianchi sulla filosofia nell’area comune) o per
la definizione di piani di studio specifici (Castrovilli: iniziativa lombarda
per la definizione di un liceo economico);
- Quartapelle
(LEND) ha insistito sulla necessità di riprendere il discorso sulla flessibilità
dei curricoli, anche per affrontare il problema dell’area comune coi relativi
pericoli di sovraccarico; Gusso sulla necessità di ragionare per aree e non
esclusivamente per discipline.
Altri temi che sono stati toccati ma non si sono imposti al centro della
discussione sono stati la questione degli esami di stato e dei debiti formativi
(Bufo) o il problema della crisi generale della scuola, che pone l’esigenza di
ridarle una prospettiva ideale (Goggi), o di una riforma generale (Rabuiti).
Presentando il documento di Portare il mondo a scuola, coordinamento delle
organizzazioni non governative lombarde, da lui spedito il 15.9.2006 in allegato
per email a tutte le associazioni del Forum, Gusso ha proposto di accogliere la
richiesta di tale coordinamento di inviare degli osservatori ai seminari del
Forum.
Conclusioni condivise:
- che si
dedichino prossimi seminari a temi specifici;
- che la prima
data (tra quelle a suo tempo suggerite dal Coordinamento) sia domenica 15
ottobre;
- che il tema
sia la formazione degli insegnanti, senza fissare una priorità preliminare tra
f.i.s. e f.i. (questo tema prevale su “curricoli” per numero di
interventi);
- che alla
tematica dei curricoli venga dedicato un seminario successivo;
- che
contemporaneamente si prepari un documento con cui il Forum presenta al M.P.I.
le associazioni disciplinari e chiede un tavolo di consultazione permanente sui
temi della formazione e della definizione dei curricoli.
(redige Adriano Colombo)
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