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1. Requisiti essenziali del processo
formativo
All’insegnante sono richieste competenze in tre
settori: disciplinare, pedagogico metodologico e sociale-gestionale. Esse devono
essere caratterizzate da scientificità e operatività. La prima garantisce il
continuo affinamento dell’intervento didattico in quanto presuppone
l’aggiornamento permanente delle conoscenze con i risultati della ricerca
disciplinare ed educativa, mentre la seconda ne garantisce la spendibilità nella
professione. L’operatività richiede che nel processo formativo venga attribuito
un ruolo di primo piano ad attività connesse con situazioni reali e con i
problemi che gli insegnanti incontreranno nella professione.
2. Sistema di formazione iniziale
degli insegnanti
Solo da otto-nove anni esiste in Italia un
sistema di formazione iniziale degli insegnanti anche per la scuola secondaria, che ha aggiunto le scuole di
specializzazione per l’insegnamento (SSIS) ai corsi di laurea in scienze della
formazione primaria (CLSFP). L’esistenza di un sistema di formazione iniziale è
assolutamente necessaria; nonostante limiti e difetti, le SSIS hanno introdotto
elementi positivi. Per questa ragione, anche se si dovesse procedere
all’istituzione di un diverso sistema formativo, riteniamo che questa esperienza
non debba essere dispersa e che da essa occorra partire per migliorarne il
funzionamento. Le associazioni firmatarie del presente documento ritengono che
vada decisamente respinta l’idea di azzerare il sistema attuale e crearne uno
del tutto nuovo che ispira l’art. 5 della legge 53/2003.
3. Stabilità del sistema
Per poter migliorare il funzionamento delle
istituzioni di formazione iniziale, bisogna anzitutto assicurarne la stabilità,
in modo che chi vi opera possa avere prospettive pluriennali; da troppi anni i
tentativi di miglioramento sono scoraggiati dalla precarietà di un rinnovo
provvisorio anno per anno, con la prospettiva che il sistema stia per essere
radicalmente reimpostato. La stabilità dell’istituzione dovrebbe accompagnarsi a
una maggiore stabilità degli incarichi di insegnamento, che permetta di
sviluppare nei docenti il senso di appartenere a una comunità accademica
dedita allo studio/applicazione della trasmissione del sapere, in modo da
superare la dispersione e la parcellizzazione attuale degli
insegnamenti.
4. Corsi di laurea in Scienze della
formazione primaria
La preparazione di un insegnante di scuola
primaria richiede solidi fondamenti di carattere psicologico e pedagogico, ma
non può esaurirsi in questi. Il difficile compito di accompagnare i bambini
nell’ingresso nel mondo della conoscenza richiede un’informazione non
superficiale sui principali ambiti disciplinari, sulla loro epistemologia e
sulla loro didattica. La presenza delle didattiche disciplinari negli attuali
corsi di laurea è in generale decisamente insufficiente.
5. Piani di studio delle
SSIS
La disparità dei piani di studio e delle prove
di esame finale tra le diverse SSIS è eccessiva, se si considera il valore del
titolo professionale che rilasciano. Bisogna stabilire ordinamenti didattici che
assicurino un minimo di omogeneità nazionale.
6. Accesso alla formazione iniziale
Il titolo di accesso all’abilitazione , secondo
legge, è la laurea magistrale. Nell’attuale ordinamento didattico con un corso
triennale si consegue la laurea di primo livello. L’imposizione della laurea
specialistica quinquennale come titolo di accesso è inopportuna. È necessario
quindi che la preparazione di base necessaria a un insegnamento sia verificata
con prove di accesso serie e selettive, con la richiesta di crediti accumulati
in specifiche discipline e di recuperare eventuali debiti formativi anche prima
dell’inizio del biennio di formazione.
7. Collaborazione scuola/università e alta
formazione
7.1 Tra gli aspetti positivi del sistema
vigente c’è l’inizio di una collaborazione tra scuola e università, incentrata
sulla figura dei “supervisori di tirocinio”, provenienti in larga misura da
esperienze di ricerca e sperimentazione didattica spesso svolte nell’ambito di
associazioni professionali e disciplinari. La loro nomina con esonero parziale
costituisce il primo importante caso di riconoscimento della professionalità
degli insegnanti che non comporta il loro allontanamento dall’insegnamento. Tale
modello di collaborazione deve essere esteso alla formazione degli insegnanti
che competerà all'alta formazione artistica, musicale e coreutica.
7.2 L’attività dei supervisori del tirocinio
non ha ancora un riconoscimento adeguato. La professionalità e il carico di
lavoro richiesti meritano incentivi economici e di carriera, occasioni di
formazione ai compiti specifici e di scambio di esperienze. Anche il lavoro
straordinario richiesto agli insegnanti accoglienti il tirocinio deve essere
adeguatamente riconosciuto e compensato.
7.3 L’accoglienza e la valorizzazione del
tirocinio non devono essere considerate un’opzione di singoli istituti
scolastici e il loro reperimento non può essere affidato solo alla buona volontà
dei supervisori. Occorre un centro di coordinamento delle occasioni di tirocinio
che sia un interlocutore unico in materia per le SSIS e i CLSFP, e questo
compito spetta agli Uffici scolastici regionali o provinciali.
8. Organizzazione didattica
Per quanto riguarda l’organizzazione didattica
delle SSIS, l’attuale articolazione in quattro aree (Scienze dell’educazione e
altre tematiche trasversali, didattica disciplinare, laboratorio, tirocinio) e
la distribuzione equilibrata dei crediti formativi tra esse hanno dato
sostanzialmente buona prova. Per correggere i più gravi difetti che si
manifestano occorre:
- garantire l’integrazione tra la prima area e
quelle di carattere disciplinare e pratico; le competenze psicologiche e
pedagogiche non sono qualcosa che si aggiunge alle competenze disciplinari e
didattiche, ma le prime valgono in quanto animano dall’interno le
seconde;
- assicurare momenti di formazione comuni a
tutti i settori disciplinari o ad aree disciplinari comprendenti più classi di
concorso, per incoraggiare la formazione di una cultura professionale comune e
non parcellizzata per discipline;
- garantire la specificità degli insegnamenti
didattici, rivolti a formare gli insegnanti, rispetto a quelli impartiti nei
corsi universitari;
- assicurare la competenza specifica dei
docenti di insegnamenti didattici utilizzando come risorse anche le competenze
maturate sul campo dagli insegnanti ricercatori e dai formatori delle
associazioni disciplinari della scuola; l’appartenenza ai ruoli dell’università
non deve essere un criterio prioritario rispetto al possesso di specifiche
competenze;
- garantire che i laboratori abbiano un
carattere effettivamente laboratoriale e non si risolvano in doppioni dei
tradizionali insegnamenti accademici.
9. Forme di reclutamento
9.1 I problemi della formazione iniziale sono
strettamente connessi a quelli delle forme di reclutamento e al sistema delle
classi di concorso. Questo crea una problematica assai complessa, che richiede
soluzioni meditate e di lungo periodo. Le associazioni disciplinari della scuola
intendono avviare in proposito un confronto prima interno e poi con altre realtà
associative e con le istituzioni.
9.2 Fin da ora va affermato il principio che il
sistema della formazione iniziale deve diventare in breve tempo l’unico canale
di accesso alla professione di insegnante, sia che l’abilitazione conseguita per
questa via dia accesso a concorsi, sia che dia accesso a graduatorie permanenti.
Le forme di sanatoria del precariato attraverso graduatorie apposite,
abilitazioni riservate e simili devono essere una buona volta eccezionali,
temporanee e in via di esaurimento.
Bologna, 21.1.2007
ADI - SD (Associazione degli Italianisti
- Sezione didattica)
AEEE-Italia (Associazione Europea per
l’Educazione Economica)
AIC - Associazione Insegnanti
Chimici
AIF (Associazione per l’Insegnamento
della Fisica)
AIIG (Associazione Italiana Insegnanti
di Geografia)
ANIAT (Associazione Nazionale
Insegnanti dell’Area Tecnologica)
ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti
di Storia dell’Arte)
ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti
di Scienze Naturali)
“Clio ’92” - Associazione di gruppi di ricerca
sull’insegnamento della storia
GISCEL (Gruppo di intervento e studio
nel campo dell’educazione linguistica, Società Linguistica Italiana)
INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del
Movimento di Liberazione in Italia) – Commissione Formazione
LANDIS (Laboratorio Nazionale di didattica
della Storia)
LEND (Lingua e Nuova
Didattica)
SCI-DD (Società chimica italiana – Divisione
didattica)
SFI-CD (Società Filosofica Italiana -
Commissione Didattica)
SIEM (Società italiana per l’Educazione
Musicale)
TESOL Italy (Teachers of
English to Speakers of Other Languages)
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