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Documento inviato il 22 luglio 2008  a Mariastella Gelmini ministro dell’Istruzione, Università e ricerca
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Forum delle associazioni disciplinari della scuola

 

           

Mariastella Gelmini

Ministro dell’Istruzione, Università e ricerca

viale Trastevere, 76/a

00153 Roma

 

 

            A nome del Gruppo di coordinamento del Forum delle associazioni disciplinari della scuola, trasmettiamo il documento che segue, confidando in una presa in considerazione e in futuri contatti che avvino una collaborazione tra l’istituzione a lei affidata e le associazioni che rappresentiamo.

         
  Adriano Colombo       Eleonora Aquilini  
  (GISCEL)       (DD-SCI)  

                                                       

 

Le Associazioni firmatarie di questo documento, aderenti al Forum delle Associazioni disciplinari della scuola, esprimono grande preoccupazione rispetto a molte delle norme contenute nel DL 112, che si configurano come un attentato gravissimo al sistema pubblico dell’Istruzione e dell’Università. Nella totale disinformata indifferenza dell’opinione pubblica.

 

Il taglio di risorse previsto dal decreto, il blocco del turn over al 20%, la contrazione che ne deriverà dei posti di docenza e di personale ATA comprometteranno ulteriormente la possibilità non solo di migliorare la qualità della scuola, ma anche di mantenerla ai livelli già insoddisfacenti attuali (si pensi alle capacità molto basse di lettura e comprensione e alle scarse conoscenze matematico-scientifiche dei quindicenni, secondo i dati OCSE-PISA). Si rischia, nella scuola elementare, il ritorno al maestro unico; sarà ulteriormente compromessa la possibilità di garantire il sostegno ai diversamente abili, accolti invece nella scuola italiana secondo un modello di integrazione educativa che a lungo altri paesi ci hanno invidiato.

 

Inoltre, uno degli emendamenti peggiorativi rispetto al testo del medesimo decreto tende a vanificare l’innalzamento recente dell’obbligo scolastico fino a 16 anni, rendendolo conseguibile anche nell’ambito della formazione professionale. Risulterebbe di fatto riproposta ai quattordicenni, se non addirittura a ragazzi di età ancora più bassa, la scelta precoce dell’istruzione da una parte, della formazione professionale dall’altra, finendo così per impedire alla fascia economicamente e culturalmente più debole della popolazione di conseguire le competenze necessarie all’esercizio di una cittadinanza consapevole, oltre che l’accesso ai gradi più alti dell’istruzione. Cosa che solo la scuola può garantire.  

 

Molto grave sarebbe anche il blocco del X ciclo delle SSIS (Scuole di Specializzazione Insegnanti delle Secondarie), senza sostituirle con nient’altro. Le SSIS si sono rivelate in questi anni molto più utili ed efficaci di quanto non si pensi, come testimoniano anche numerosi dirigenti scolastici, che percepiscono la differenza (in preparazione metodologica e disciplinare) tra insegnanti che escono dalle SSIS e altri che non hanno goduto della medesima formazione iniziale.

 

Il DL 112 colpisce l’Università con tagli ancora più pesanti: il Fondo di Finanziamento Ordinario viene ridotto di 500 milioni di euro nel prossimo triennio, mentre il turn over al 20% è particolarmente grave in un momento in cui l’età media dei docenti è già molto alta e si prevede un numero molto consistente di pensionamenti nei prossimi anni. Ciò comporterà un impoverimento drastico dell’offerta formativa degli Atenei, impedirà l’accesso al mondo della ricerca a molti giovani assegnisti e dottori di ricerca, favorirà la fuga dei cervelli, con grave detrimento dello sviluppo della conoscenza e della ricerca scientifica nel nostro paese, che si allontanerebbe ancor più dagli obiettivi di Lisbona (cioè dal necessario considerevole aumento del numero di diplomati e di laureati entro il 2010).

 

Inaccettabile è infine la possibilità di trasformare gli Atenei in Fondazioni di diritto privato. La privatizzazione dell’Università introdurrebbe nel sistema dell’alta formazione intollerabili sperequazioni tra le varie sedi. Nelle regioni ricche prospererebbero le Fondazioni con ricchi privati alle spalle, peraltro interessati solo a certi settori della ricerca. Nelle regioni povere resterebbero le Università pubbliche, ma immiserite tanto da non essere più degne di questo nome. Allarmante è inoltre il disegno analogo, previsto dal ddl Aprea, che consentirebbe anche alle scuole di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. Si tratterebbe insomma di un colpo mortale inferto a tutto il sistema pubblico dell’istruzione, oltre che alla libertà di insegnamento e di ricerca, disattendendo lo spirito della nostra Costituzione democratica e il principio di eguaglianza a cui è improntata. La scuola e l’Università sono pubbliche istituzioni che dovrebbero poter funzionare al meglio ovunque nel nostro Paese, consentendo a tutti pari opportunità anche nell’alta formazione, senza creare intollerabili differenze a seconda della disponibilità economica a pagare le tasse elevatissime che sicuramente verrebbero imposte dalle Fondazioni private.

 

Contro l’inaccettabile disegno complessivo dell’attuale governo, leggibile come ispirato dalla volontà di smantellare l’intero sistema pubblico dell’istruzione e dell’Università, le associazioni disciplinari firmatarie manifestano la loro nettissima opposizione e auspicano un immediato ritorno a una politica culturale e scolastica più rispettosa dei diritti fondamentali di tutti i cittadini. Il diritto all’istruzione, e a un’istruzione di qualità per tutti, è uno di questi.

 

 

ADI-SD (Associazione degli Italianisti -Sezione Didattica)

AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia)

AISPI Scuola (Associazione Ispanisti Italiani)

ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere)

ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte)

ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali)

CLIO ‘92 (Associazione di gruppi di ricerca sulla didattica della storia)

DD-SCI (Divisione Didattica della Società Chimica Italiana)

GISCEL  (Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica)

LANDIS (Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia)

LEND (Lingua e Nuova Didattica)

TESOL-Italy (Teachers of English to Speakers of Other Languages)

 

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