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Le associazioni disciplinari della scuola
firmatarie del presente documento ritengono che le Indicazioni per il
curricolo della scuola di base (scuola per l’infanzia e “primo ciclo”),
emanate in via sperimentale con D.M. 31.7.2007, rispondano in modo credibile
alla funzione loro propria, indicata dall’art. 8 del DPR n. 275/1999: assicurare
una base omogenea di finalità generali e di obiettivi di apprendimento al
sistema nazionale di istruzione, ispirato al principio dell’autonomia. Il
documento costituisce anche una buona base di partenza per un dibattito e una
sperimentazione che ne consentano l’ulteriore messa a punto nell’arco dei
prossimi due anni.
Dal punto di vista generale è
apprezzabile la sobrietà del documento:
·
esso non prescrive né raccomanda
farraginose operazioni metodologiche, che avrebbero potuto soffocare l’autonomia
didattica invece di darle concretamente avvio; si limita invece ad indicare
alcune essenziali «impostazioni metodologiche di fondo» (sotto il titolo
L’ambiente di apprendimento) che sintetizzano i princìpi di una buona
didattica, senza vincolare l’autonomia di scelta degli insegnanti e delle
scuole;
·
enuncia alcune finalità generali,
ancorate alla «finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di
promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti “senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali”», a cui si lega l’indicazione di una
«cittadinanza unitaria e plurale».
Le Indicazioni dedicate ai
singoli ambiti disciplinari e discipline saranno oggetto di valutazione da parte
delle associazioni specificamente interessate. Da un punto di vista complessivo
si può apprezzare lo sforzo di giungere a formulazioni insieme sintetiche ed
esaurienti e l’assenza delle confusioni terminologiche o degli errori di
sostanza che comparivano in precedenti testi di funzione analoga. In alcuni casi
la futura revisione dovrà curare formulazioni più precise, una graduazione più
attenta degli obiettivi lungo il curricolo verticale, e soprattutto la
definizione di obiettivi che siano tali e che siano di competenza: su questo
terreno in particolare il documento risente della mancanza di una tradizione che
fornisca un linguaggio adeguato, e forse di un dibattito ancora insufficiente.
Le associazioni sottolineano in
conclusione che buone Indicazioni per il curricolo non possono di per sé
garantire uno sviluppo o un recupero di qualità dell’istruzione; possono al più
creare o non creare ostacoli in tale direzione, e il testo attuale non ne crea.
Ma l’efficacia di un testo normativo di questo tipo dipende essenzialmente da
fattori contestuali:
·
la formazione proposta agli
insegnanti perché conoscano le Indicazioni, ne comprendano il
significato, orientino la propria ricerca e progettazione didattica in modo tale
da rispondere creativamente alle esigenze e agli obiettivi indicati;
·
l’assistenza che si fornirà alle
scuole e agli insegnanti impegnati in questo sforzo di attuazione;
·
l’attivazione tempestiva di un
sistema di monitoraggio per la raccolta di commenti, riflessioni e proposte
scaturite dall’esperienza degli insegnanti, come previsto dall’art. 5 del D.M.
31.7.07;
·
il tipo di verifiche che lo stato è
in grado di mettere in opera per assicurare che le finalità e gli obiettivi
indicati siano effettivamente perseguiti nelle scuole, e verificare in quale
misura siano raggiunti;
·
l’armonizzazione delle
Indicazioni per il curricolo della scuola di base e di quelle della
secondaria di secondo grado, nel quadro di una revisione globale del curricolo
verticale.
Per questi compiti le associazioni
disciplinari offrono all’amministrazione scolastica e alle agenzie specializzate
il contributo della propria esperienza, delle proprie competenze e risorse
umane, auspicando che nella fase che si apre l’Amministrazione voglia ispirare
la propria azione a quei criteri di trasparenza nella definizione delle sedi
consultive e decisionali, nell’utilizzazione di competenze documentate, che sono
mancati finora nell’elaborazione delle Indicazioni.
ADI - SD Associazione degli Italianisti - Sezione
didattica
AIF - Associazione per l' Insegnamento della
Fisica
AIIG - Associazione Italiana Insegnanti di
Geografia
AISPI-Scuola – Associazione ispanisti italiani -
Scuola
ANIAT - Associazione Nazionale Insegnanti Area
Tecnologica
ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di
Storia dell’Arte
ANISN - Associazione Nazionale Insegnanti di
Scienze Naturali
“Clio ’92” - Associazione di gruppi di ricerca
sull’insegnamento della storia
DD-SCI - Società Chimica Italiana - Divisione
didattica
GISCEL - Gruppo di intervento e studio nel campo
dell’educazione linguistica costituito nell’ambito della Società di Linguistica
Italiana
INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del
Movimento di Liberazione in Italia – Commissione formazione
LANDIS - Laboratorio Nazionale di Didattica della
Storia
LEND - Lingua e Nuova didattica
SIEM – Società Italiana per l’Educazione MusicaleTESOL
Italy (Teaching English to Speakers of Other Languages) |