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Forum delle associazioni disciplinari della Scuola
 

Le associazioni disciplinari sulle nuove Indicazioni per il curricolo della scuola di base

 

Inserito: 22.11.2007

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        Le associazioni disciplinari della scuola firmatarie del presente documento ritengono che le Indicazioni per il curricolo  della scuola di base (scuola per l’infanzia e “primo ciclo”), emanate in via sperimentale con D.M. 31.7.2007, rispondano in modo credibile alla funzione loro propria, indicata dall’art. 8 del DPR n. 275/1999: assicurare una base omogenea di finalità generali e di obiettivi di apprendimento al sistema nazionale di istruzione, ispirato al principio dell’autonomia. Il documento costituisce anche una buona base di partenza per un dibattito e una sperimentazione che ne consentano l’ulteriore messa a punto nell’arco dei prossimi due anni.

            Dal punto di vista generale è apprezzabile la sobrietà del documento:

·        esso non prescrive né raccomanda farraginose operazioni metodologiche, che avrebbero potuto soffocare l’autonomia didattica invece di darle concretamente avvio; si limita invece ad indicare alcune essenziali «impostazioni metodologiche di fondo» (sotto il titolo L’ambiente di apprendimento) che sintetizzano i princìpi di una buona didattica, senza vincolare l’autonomia di scelta degli insegnanti e delle scuole;

·        enuncia alcune finalità generali, ancorate alla «finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”», a cui si lega l’indicazione di una «cittadinanza unitaria e plurale».

            Le Indicazioni dedicate ai singoli ambiti disciplinari e discipline saranno oggetto di valutazione da parte delle associazioni specificamente interessate. Da un punto di vista complessivo si può apprezzare lo sforzo di giungere a formulazioni insieme sintetiche ed esaurienti e l’assenza delle confusioni terminologiche o degli errori di sostanza che comparivano in precedenti testi di funzione analoga. In alcuni casi la futura revisione dovrà curare formulazioni più precise, una graduazione più attenta degli obiettivi lungo il curricolo verticale, e soprattutto la definizione di obiettivi che siano tali e che siano di competenza: su questo terreno in particolare il documento risente della mancanza di una tradizione che fornisca un linguaggio adeguato, e forse di un dibattito ancora insufficiente.

            Le associazioni sottolineano in conclusione che buone Indicazioni per il curricolo non possono di per sé garantire uno sviluppo o un recupero di qualità dell’istruzione; possono al più creare o non creare ostacoli in tale direzione, e il testo attuale non ne crea. Ma l’efficacia di un testo normativo di questo tipo dipende essenzialmente da fattori contestuali:

·        la formazione proposta agli insegnanti perché conoscano le Indicazioni, ne comprendano il significato, orientino la propria ricerca e progettazione didattica in modo tale da rispondere creativamente alle esigenze e agli obiettivi indicati;

·        l’assistenza che si fornirà alle scuole e agli insegnanti impegnati in questo sforzo di attuazione;

·        l’attivazione tempestiva di un sistema di monitoraggio per la raccolta di commenti, riflessioni e proposte scaturite dall’esperienza degli insegnanti, come previsto dall’art. 5 del D.M. 31.7.07;

·        il tipo di verifiche che lo stato è in grado di mettere in opera per assicurare che le finalità e gli obiettivi indicati siano effettivamente perseguiti nelle scuole, e verificare in quale misura siano raggiunti;

·        l’armonizzazione delle Indicazioni per il curricolo della scuola di base e di quelle della secondaria di secondo grado, nel quadro di una revisione globale del curricolo verticale.

            Per questi compiti le associazioni disciplinari offrono all’amministrazione scolastica e alle agenzie specializzate il contributo della propria esperienza, delle proprie competenze e risorse umane, auspicando che nella fase che si apre l’Amministrazione voglia ispirare la propria azione a quei criteri di trasparenza nella definizione delle sedi consultive e decisionali, nell’utilizzazione di competenze documentate, che sono mancati finora nell’elaborazione delle Indicazioni.

 

ADI - SD Associazione degli Italianisti - Sezione didattica

AIF - Associazione per l' Insegnamento della Fisica

AIIG - Associazione Italiana Insegnanti di Geografia

AISPI-Scuola – Associazione ispanisti italiani - Scuola

ANIAT - Associazione Nazionale Insegnanti Area Tecnologica

ANISA - Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte

ANISN - Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali

“Clio ’92” - Associazione di gruppi di ricerca sull’insegnamento della storia

DD-SCI - Società Chimica Italiana - Divisione didattica

GISCEL - Gruppo di intervento e studio nel campo dell’educazione linguistica costituito nell’ambito della Società di Linguistica Italiana

INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia – Commissione formazione

LANDIS - Laboratorio Nazionale di Didattica della Storia

LEND - Lingua e Nuova didattica

SIEM – Società Italiana per l’Educazione MusicaleTESOL Italy (Teaching English to Speakers of Other Languages)

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