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Le associazioni
scientifico-disciplinari, qualificate presso il MPI, firmatarie di
questo documento, esprimono una notevole preoccupazione per alcuni
episodi recenti che sembrano marcare in modo piuttosto discutibile
l’itinerario fluido e lontano dall’essere istituzionalmente
riconosciuto della formazione dei docenti in servizio e, in
particolare, di quelli che aspirino a svolgere il ruolo di tutor nei
vari corsi di e-learning finanziati dal Ministero e affidati
all’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica
(ex-INDIRE) o agli Uffici Scolastici Regionali.
Ci si riferisce in
particolare alla lettera
circolare inviata il 22 febbraio scorso dal dott. Massimo Radiciotti,
direttore dell’ANSAS, a tutte le associazioni disciplinari e
professionali degli insegnanti, oltre che alle organizzazioni
sindacali, ai Direttori generali degli UU.SS.RR e ai dirigenti
scolastici. Primi destinatari di tale lettera: i tutor con contratti
in essere nel presente anno scolastico. In tale lettera si sottolinea
che, l’anno prossimo, saranno valutati in modo “molto
consistente”, nei bandi pubblici per il reclutamento dei tutor, i
titoli che documentino il conseguimento di qualcuno dei molti master
offerti dalle Università italiane.
Tale
circolare del direttore dell’ANSAS è stata seguita, pochi giorni
dopo, da una lettera (datata 25 febbraio) inviata alle associazioni
disciplinari e professionali degli insegnanti da parte della prof.ssa
Stefania Fuscagni, presidente dello IUL. Vi si spiega che lo IUL
(Italian University Line) è una “università telematica, pubblica,
non statale” nata da un consorzio tra cinque università italiane e
la medesima ANSAS, dove ha la propria sede; e si annuncia che sono
aperte le iscrizioni ad un master di primo livello (per iscriversi al
quale è dunque sufficiente una semplice laurea triennale), dal
titolo “Trasformare gli ambienti di apprendimento: ruolo, strategie
e competenze del tutor per la formazione in servizio degli
insegnanti”. Le associazioni degli insegnanti, contestualmente,
vengono invitate a partecipare ad una riunione a Firenze e a
visitare, per maggiori informazioni, il sito web della IUL
(www.iuline.it),
dove si scopre che l’iscrizione al master in questione costa 1440
euro, mentre non si hanno ulteriori notizie né sul corpo docente né
sul regolamento del master, di cui viene indicato il solo direttore.
Dopo
questa sconcertante sequenza ravvicinata di circolari, le
associazioni scientifico-disciplinari GISCEL, LEND, ADI-SD e AICC,
facenti parte, con propri esperti, del Comitato Tecnico Scientifico
del progetto Poseidon e PON Poseidon per l’educazione
linguistico-letteraria in un’ottica plurilingue, in una lettera
indirizzata al dott. Radiciotti, hanno espresso sia richieste di
chiarimento che precisazioni al riguardo.
Infatti
1)
è certo giusto che la selezione di tutor e formatori debba avvenire
mediante istituzione di graduatorie che premino il possesso di titoli
professionali e culturali adeguati e pertinenti, compresi i master ma
senza dimenticare eventuali altri titoli, ben più rilevanti, di
dottorato di ricerca, di specializzazione, legati a pubblicazioni
scientifiche, ecc. Dichiarare il peso “particolarmente consistente”
di un master qualunque, per di più di primo livello, rischia invece
di far passare in secondo piano il possesso persino di una laurea
specialistica o magistrale o di una laurea (almeno quadriennale)
conseguita con i vecchi ordinamenti universitari;
2)
il criterio per valutare il peso dei vari titoli citati è certo
quello della pertinenza; ma, anche quando si tratti di selezionare
tutor online, è utile ricordare che, in numerosi corsi di blended
e-learning come Poseidon, il tutor non è una figura meramente
tecnica che faciliti l’accesso alla piattaforma o agevoli la
discussione nei forum. E’ e deve essere, piuttosto, docente esperto
negli argomenti che, pure nella modalità del cooperative e-learning,
vengano discussi dai corsisti; deve essere in grado di stimolarli
verso approfondimenti, di consigliarli nelle attività di
sperimentazione da condurre in classe, di sintetizzare le
problematiche discusse per orientare il dibattito verso punti ancora
lasciati in ombra, ecc. ecc.;
3)
numerosi docenti tutor esperti del tipo suddetto sono stati già
formati in vari corsi e progetti ministeriali realizzati dal MPI sia
con l’ANSAS che con varie Università italiane, e con il contributo
frequente di molte associazioni disciplinari di insegnanti. Si
ricordano, in particolare, le due generazioni di tutor formatesi con
i corsi nazionali Poseidon ed ora in parte utilmente attivi come
tutor nel PON Poseidon delle quattro regioni del Sud interessate o
nei corsi Poseidon organizzati (o in fase di approntamento) con vari
Uffici Scolastici Regionali. Ma si può ricordare anche la formazione
di numerosi tutor realizzata mediante il progetto, sempre di
e-learning, Azione Italiano L2, che ha poi generato l’attivazione,
in varie sedi, di corsi per docenti in servizio, con il tutoraggio
dei docenti formatisi nei corsi nazionali e utilizzando la
piattaforma (ancora disponibile) costruita presso l’Università di
Venezia;
4)
riteniamo non accettabile che i ‘titoli’ professionali e le
competenze, anche tecniche, acquisite dai tutor formatisi all’interno
di tali progetti rischino di non contare affatto, nella valutazione,
a tutto vantaggio di chi consegua uno dei master caldamente
raccomandati. Tanto più che si tratta di master a pagamento, che
pescano la propria utenza proprio tra coloro cui in questi anni è
stato fatto sperare un qualche riconoscimento delle competenze di
fatto conseguite e certificate da attestati di frequenza ai corsi e
dalle azioni di tutoraggio condotte, assoggettate a continuo
monitoraggio da parte di esperti;
5)
ricordiamo che non è opportuno disperdere il grande patrimonio di
competenze professionali maturato in questi anni nella scuola e dai
docenti sia grazie al lavoro delle associazioni professionali di
insegnanti, sia grazie ai numerosi progetti ministeriali di
formazione, tra cui quelli sopra ricordati, per i quali è stato
speso parecchio denaro pubblico. E sottolineiamo, in particolare, la
non opportunità che l’ANSAS caldeggi o partecipi alla formazione
di personale che dovrà essa stessa valutare e reclutare, sostenendo
master (o altro) della cui organizzazione-gestione sia
corresponsabile, con iscrizioni a pagamento. E’ persino superfluo
sottolineare il grande ed evidente conflitto di interessi che ne
scaturirebbe.
Più
in generale, possiamo ricordare che diffidiamo altamente di molte
delle sempre più numerose iniziative che spingono i docenti (e in
particolare i precari della scuola) a procacciarsi titoli
professionali da acquisire a pagamento, frequentando master o altri
corsi online o meno.
Infatti,
nel quadro
-
di tagli enormi di risorse che investono la scuola pubblica e statale
e che prevedono la perdita, in tre anni, di ben 140.000 posti di
lavoro tra personale docente e ATA;
-
di analogo taglio di risorse alle Università, con turn over non
garantito se non per il 50% e con finanziamenti sempre più esigui;
-
dell’abolizione delle SSIS (Scuole di Specializzazione per
l’Insegnamento Secondario) e della non definizione dei corsi di
laurea sostitutivi e volti alla formazione iniziale degli insegnanti, assistiamo
da una parte al fiorire di corsi vari, tra cui master offerti a
(spesso lauto) pagamento da Atenei in sofferenza che sperano così di
fare cassa, in percorsi e specializzazioni spesso improvvisate e
quasi inutili e, dall’altra, alla collezione di titoli e titoletti
da parte di laureati disoccupati che sperano di cumulare in questo
modo un punteggio utile per arrivare, prima o poi, a ottenere una
supplenza o un qualche incarico.
Siamo
associazioni scientifico-disciplinari e professionali di insegnanti
disposte, come in passato, a continuare nella nostra collaborazione
con il Ministero e con l’ANSAS, almeno per progetti che
consideriamo di qualità.
Ma riteniamo doveroso sottolineare i punti sopra illustrati, sperando
che le nostre perplessità siano prese in seria considerazione da chi
di dovere e sperando che maturino quanto prima tempi migliori per il
mondo della scuola, dell’Università e della ricerca pubblica e per
chi lavora e studia in tale mondo, cruciale per la formazione dei
cittadini e per lo sviluppo del nostro Paese.
GISCEL
(Gruppo di Intervento e di Studio nel Campo dell’Educazione
Linguistica)
LEND
(Lingua e Nuova Didattica)
ADI-SD
(Associazione degli Italianisti- Sezione Didattica)
AICC
(Associazione Italiana di Cultura Classica)
ADILT
(Associazione Docenti Italiani Lingua Tedesca)
AIF (Associazione
per l'insegnamento della fisica)
AIIG
(Associazione Italiana Insegnanti di Geografia)
ANIAT
(Associazione Nazionale Insegnanti Area Tecnologica)
ANILS (Associazione
Nazionale Insegnanti Lingue Straniere)
ANISN (Associazione
Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali)
A.N.I.TEC. (Associazione
Nazionale per l' Insegnamento della Tecnologia)
CLIO ’92 (Associazione
di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia)
DD-SCI (Divisione di
Didattica chimica- Società Chimica Italiana)
LANDIS (Laboratorio
Nazionale per la Didattica della Storia)
SIEM (Società Italiana
per l'Educazione Musicale)
TESOL-Italy
(Teachers of English
to Speakers of Other Languages)
Hanno
firmato inoltre:
ANFIS
(Associazione Nazionale Formatori Insegnanti Supervisori)
CIDI (Centro di
Iniziativa Democratica degli Insegnanti)
per l’UGI (Unione
Geografica Internazionale), Giuliano Bellezza, che ne è il
Vicepresidente
Comunicare eventuali
ulteriori adesioni con una mail a: forumdisciplinari@googlegroups.com
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