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Sono incontri che si tengono a Bologna, con periodicità non fissa; durano una giornata e si tengono per lo più di Domenica; servono per confrontare le rispettive valutazioni sulle questioni poste dalla politica scolastica del momento e per progettare dichiarazioni o iniziative comuni.

Segue una cronistoria degli incontri svoltisi fino ad oggi, con brevi estratti dalle relazioni inviate alle associazioni aderenti.

 

 

7.6.1997  incontro di proposta

 

L’incontro fra associazioni professionali disciplinari promosso a Bologna il 7 giugno scorso ha visto la presenza delle seguenti associazioni:

- GISCEL (Educazione linguistica: Adriano Colombo, Valter Deon, Anna Rosa Guerriero, Werther Romani)

 

- LEND (Lingua e Nuova Didattica: Cesarina Mesini, Mariella Stagi)

- CIIM (Commissione Italiana Insegnamento Matematica: Anna Maria Arpinati)

- AIF (Associazione per l’Insegnamento della Fisica: Curzia Marchi)

- LANDIS (Laboratorio di didattica della Storia: Maurizio Gusso, Nadia Baiesi, Alessandra -Deoriti)

- AIC (Associazione Insegnanti Chimici: Giuseppina Mauro)

- SAIt (Società Astronomica Italiana: Delli Santi).

 

I presenti hanno dato un’adesione di massima, ma compatta, alle motivazioni e agli scopi dell’iniziativa, che possiamo così riassumere:

- valorizzare (in vista della riforma della scuola in corso) il contributo insostituibile delle competenze formatesi nella ricerca didattica, da parte di insegnanti esperti e di docenti universitari che hanno saputo interagire con la scuola; queste competenze sono rappresentate nelle nostre associazioni (e in altre che dovremo coinvolgere), oltre che da singoli esperti di didattica disciplinare;

- elaborare ipotesi comuni che vadano al di là del contributo specifico disciplinare che ciascuna associazione può dare, individuando prospettive proprie del punto di vista didattico-disciplinare.

 

II

 

11.10.97

 

“Incontro delle associazioni disciplinari della scuola tenuto a Bologna” (non compare ancora la denominazione Forum)

L'incontro ha visto la presenza di più di trenta persone, in rappresentanza di 16 associazioni disciplinari e 6 riviste didattiche. Sono intervenuti inoltre rappresentanti dell'Associazione per la Storia della Lingua, della Società di Linguistica Italiana e del Coordinamento dei Centri universitari di Ricerca educativa e didattica.

Il documento indirizzato al ministro della P.I. (leggermente ritoccato nella forma) è stato sottoscritto da 12 associazioni e sarà diffuso.

[link a Documen]

 

Dopo approfondita discussione, si sono concordati questi termini per la prosecuzione dell'iniziativa:

 

- si prevede di organizzare una serie di incontri di una giornata (possibilmente tre in un anno) su temi specifici;

- vengono individuati alcuni temi e i rispettivi referenti, che hanno il compito di preparare l'introduzione al tema (ed eventuali "tesi") per una giornata di dibattito, raccogliendo indicazioni dalle associazioni e dai loro membri. Questi sono:

  1. "Modularità":

    referente Franca Quartapelle (LEND)

  2. "Trasversalità"

    referente provvisorio Adriano Colombo (GISCEL)

  3. "Formazione"

    referente Ernesto Perillo ("Clio '92")

  4. Analisi delle sperimentazioni della riforma Berlinguer

    referente: Franco Paris ("Insegnare filosofia")

 

III  

 

24.1.98

 

Il seminario del 24 gennaio scorso sul tema “Modularità” ha visto la presenza di una ventina di persone, in rappresentanza di otto associazioni. Il dibattito sul tema è stato intenso, e si è concluso con l’approvazione del documento che alleghiamo.  [link a Modulari]

Il dott. Vittorio Campione, consulente del ministro, ha partecipato ai lavori dell’intera mattina, ha mostrato interesse per il nostro lavoro e ha fatto un intervento molto informativo. E’ probabile che sia imminente una qualche consultazione ufficiale delle associazioni aderenti al Forum.

Comitato provvisorio per il Forum delle associazioni disciplinari della scuola:

 

Nadia Baiesi (LANDIS)

Adriano Colombo (GISCEL)

Curzia Marchi (AIF)

Mariella Stagi (LEND)

 

IV  

 

6.6.1998

 

Il quarto seminario del Forum ha visto la partecipazione di una ventina di persone, in rappresentanza di otto associazioni: LEND (lingue), ANISN (scienze naturali), AIF (fisica), SIEM (educazione musicale), AIIG (geografia), LANDIS (storia), ANISA (storia dell’arte), AEEE (economia).

Una breve discussione iniziale sull’appunto inviato al CONCURED sui criteri di reclutamento dei formatori per il tirocinio nelle Scuole di specializzazione didattica ha attirato l’attenzione sui modi in cui le associazioni del Forum dovrebbero far sentire la propria presenza presso gli organi che stanno impostando le Scuole. Si è deciso:

- di inserire nella premessa al documento sulla formazione la raccomandazione che le Scuole partano nelle (poche) regioni che sono pronte; infatti la conferenza dei rettori universitari si è espressa nel senso di un rinvio generale;

- di invitare le associazioni a promuovere coordinamenti nelle regioni, che chiedano di essere sentiti dagli organi direttivi delle scuole; su questo alleghiamo un appunto.

 

V  

 

12.9.1998

 

Al seminario hanno partecipato 17 persone, in rappresentanza di dieci associazioni.

La discussione ha costituito un'ulteriore tappa nella gestazione di un documento sulla "trasversalità" nei curricoli. [link a trasvers]

 

VI

 

27.3.99

 

Il sesto Seminario nazionale del Forum delle associazioni disciplinari della scuola ha registrato la presenza di sedici persone, in rappresentanza di nove associazioni disciplinari: UMI-CIIM (matematica), AEEE Italia (economia), Tesol Italy (inglese), S.C.I. - divisione didattica (chimica), LEND (lingue), A.I.F. (fisica), ANISN (scienze naturali), "Clio 92" (storia), AIIG (geografia), e dell'associazione "Progetto per la scuola".

Oggetto della discussione è stata la preparazione della Giornata di studio sulla ristrutturazione dei curricoli prevista per l'8.5 prossimo.

 

VII

 

19.2.2000

 

Presenti 21 persone di 11 associazioni: AEEE, AIF, ANISN, APS, Clio 92, GISCEL, INSMLI, LANDIS, LEND, SCI-DD, CIIM (Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica – UMI).

Dedicato alla preparazione della Seconda Giornata nazionale di studio (8.5.2000) e alla elaborazione – in collaborazione con APS “Progetto per la scuola” - di un “Glossario minimo in vista della stesura delle indicazioni curricolari nazionali”.

 

VIII

 

2.9.2000

 

Presenti 23 persone di 12 associazioni disciplinari (ADI-SD, AIF, AIIG, ANISA, ANISN, Clio 92, GISCEL, INSMLI, SCI-DD, SIEM, SIS (Soc. Italiana Storiche), TESOL Italy), oltre a rappresentanti di APS e MCE.

Dedicato alla definizione di orientamenti comuni in vista dei lavori della Commissione De Mauro per il riordino dei cicli scolastici (Gruppo VII), in particolare rispetto a:

- inizio di attuazione della riforma (2001 o 2002);

- carattere specifico dei primi due anni del quinquennio secondario;

- quota oraria riservata all’autonomia delle scuole;

- criteri di costruzione dei curricoli.

 

IX 

 

26.11.2000

 

Presenti 23 persone di 15 associazioni: ADI-SD, AEEE Italia, AIF, AIIG, ANISA, ANISN, APS sez. Lingue classiche, Clio 92, GISCEL, INSMLI e LANDIS, LEND, SFI (Società Filosofica Italiana), SIEM, TESOL Italy, UMI (come osservatrice).

Sono state tenute relazioni sugli incontri di area disciplinare che si sono svolti:

- area linguistica e delle arti

- area antropica

- area delle scienze della natura.

È stata discussa la nozione di “area disciplinare”.

Altro tema di discussione è stato il ruolo del Forum nell’attuale fase di elaborazione dei curricoli, in vista di un “gioco di squadra” delle associazioni disciplinari.

 

 

20.1.2001

 

Presenti 24 persone di 14 associazioni (ADI, AEEE Italia, AIF, AIIG, ANIAT, ANISA, Clio 92, INSMLI-LANDIS, LEND, SCI-DD, SIEM, UMI, APS, Gruppo di coordinamento).

La relazione su questo Seminario è andata perduta. L’incontro fu dedicato a uno scambio di valutazioni sull’avvio del lavoro dei gruppi in cui si articolava la Commissione per il riordino dei cicli. Fu approvato un documento indirizzato al ministro dell’Istruzione e ai coordinatori della Commissione, che chiedeva di definire preliminarmente i criteri generali per la stesura delle indicazioni per i curricoli disciplinari o di ambito.

 

Il Forum delle associazioni disciplinari della scuola al Ministro della P.I. e ai coordinatori della Commissione di studio per il riordino dei cicli

Il X Seminario del Forum delle associazioni disciplinari della scuola, riunito a Bologna il 20.1.2001, sulla base delle informazioni disponibili sui lavori in corso sulla redazione di norme curricolari nazionali, ritiene di dover portare all’attenzione del ministro della P.I. e dei coordinatori dei lavori le seguenti esigenze.

 

1. Data la ristrettezza del tempo disponibile, i gruppi di lavoro dovrebbero procedere sulla base di ipotesi di lavoro definite e proposte in modo trasparente.

 

2. Dovrebbero essere definite preliminarmente alcune cornici generali degli impianti curricolari, che non possono risultare dalla somma o mediazione di elaborazioni condotte da gruppi di area; questo riguarda in particolare:

 

a) il formato testuale comune ai curricoli dei diversi ambiti disciplinari (lunghezza, indice-tipo, ecc.);

 

b) la definizione dei criteri generali per la valutazione degli alunni (art. 8 lettera g del Regolamento per l’autonomia);

 

c) la definizione degli ambiti disciplinari e del progressivo passaggio dal predisciplinare al disciplinare nella scuola di base; a questo proposito si segnala il rischio che la distinzione tra ambiti disciplinari e ‘laboratori’, proposta col lodevole intento di semplificare la composizione del curricolo, si risolva al contrario in una ulteriore frammentazione e introduca una insostenibile distinzione tra insegnamenti più e meno operativi o più e meno dotati di valore formativo intellettuale

 

d) la definizione dei confini tra norme nazionali e autonomia didattica delle scuole (questione che è stata a volte impropriamente trattata solo in termini di quote orarie); a questo proposito si sottolinea l’opportunità che le norme indichino in modo vincolante “obiettivi specifici di apprendimento” in termini di competenze da perseguire prioritariamente, in forma tale che esiga di per sé scelte metodologiche di qualità, senza richiedere ulteriori “raccomandazioni” e simili. E’ opportuno che tali obiettivi di competenza vengano accompagnati da esempi non prescrittivi di buona pratica didattica.

 

3. L’incertezza di questi di punti di riferimento rende problematica una conclusione della redazione del curricolo della scuola di base entro il termine indicato del 25 gennaio; pur comprendendo le ragioni di urgenza, il Seminario del Forum ritiene che una dilazione di due-tre settimane consentirebbe di ottenere un risultato più credibile senza grave danno allo sviluppo della riforma. In ogni caso dovrebbe essere esplicitamente ribadito il carattere rivedibile dei testi che verranno proposti.

 

Il presente documento è stato condiviso dai membri presenti al Seminario delle seguenti associazioni:

 

ADI-SD (Associazione degli Italianisti - sezione didattica)

AEEE (Associazione Europea per l’Educazione Economica) - Italia

AIF (Associazione per l’Insegnamento della Fisica)

AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia)

ANIAT (Associazione Nazionale Insegnanti dell’Area Tecnologica)

ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte)

Associazione “Clio 92”

LEND (Associazione Lingua e Nuova Didattica)

SCI-DD (Società Chimica italiana - Divisione Didattica)

SIEM (Società Italiana per l’Educazione Musicale)

Ha inoltre aderito l’associazione TESOL Italy (Teaching English to Speakers of Other Languages)

 

XI 

 

18.2.2001

 

A causa di uno sciopero dei treni e di altre circostanze, l’incontro vede la presenza di solo 6 persone (Gruppo di coordinamento, AIF, ANIAT, ANISA, UMI). La riunione è dedicata a uno scambio di valutazioni sui documenti prodotti dalla Commissione ministeriale per .la scuola di base.

 

XII 

 

18.11.2001

 

Presenti 20 persone di 11 associazioni. Viene discusso il ruolo del Forum nella nuova situazione politica conseguente alle elezioni e di fronte ai nuovi progetti di riforma che partono dall’azzeramento del lavoro precedente. Viene discusso ed emendato un documento che, rivolgendosi ai nuovi gestori della politica scolastica, ricapitola il lavoro svolto dal Forum nella passata legislatura e dichiara la propria disponibilità a offrire un contributo di ricerca e discussione sui propri temi tipici:

- la definizione, negli ordinamenti e nella didattica, di una scuola delle competenze;

- una chiara definizione degli obiettivi di apprendimento e relativi standard, tali da garantire l’unitarietà del sistema formativo nazionale;

- una progettazione curricolare coordinata e integrata che superi le fratture tra le discipline;

- il coordinamento e l’integrazione verticale dei curricoli;

- una più efficace organizzazione della formazione iniziale degli insegnanti.

 

XIII 

 

26.1.2002

 

Presenti 20 persone in rappresentanza di 14 associazioni: ADI-SD, AEEE Italia, AIF, AIIG, ANIAT, ANISN, Clio 92, GISCEL, LANDIS, LEND, SCI-DD, SIEM, TESOL Italy. Dal Gruppo di Coordinamento si dimettono Curzia Marchi (AIF) e Mario Pinotti (INSMLI); entrano a farne parte Riccardo Govoni (AIF), Fabio Olmi (SCI-DD) e Maurizio Gusso (LANDIS).

Dopo una discussione generale sulla nuova riforma, viene impostato un documento che sarà sottoscritto da 11 associazioni. [link a DOC2002]

 

XIV 

 

10.3.2002

 

Presenti 9 persone in rappresentanza di 7 associazioni: ADI-SD, AIF, ANISN, GISCEL, LANDIS, LEND, SIEM.

Si discute la difficoltà di far passare sulla stampa i comunicati del Forum e si valutano altre forme di pubblicizzazione delle sue posizioni. Si delinea una Giornata di studio sulla formazione degli insegnanti [link]. Si discute il tema della flessibilità dei curricoli, sulla base di un appunto predisposto da A. Colombo e F. Quartapelle.

 

XV 

 

26.5.2002

 

Presenti 18 persone di 14 associazioni: ADI-SD, AEEE Italia, AIF, AIIG, ANIAT, ANISA, ANISN, GISCEL, LANDIS, LEND, SCI-DD, SIEM, TESOL Italy, UMI.

La riunione è dedicata a mettere a punto gli scopi, il programma e l’organizzazione della Giornata di studio sulla formazione degli insegnanti indetta per il prossimo ottobre. [link]

 

XVI 

 

26.1.2003

 

Al seminario sono state presenti diciotto persone, in rappresentanza di dodici associazioni: ADI-SD, AIF, AIIG, ANISA, ANISN, Clio '92, GISCEL, LANDIS-INSMLI, LEND, SCI-DD, SIEM, Tesol Italy.

La mattinata è stata dedicata a un “giro di tavolo” sulle Indicazioni per i piani di studio vigenti (sperimentazione nella scuola primaria) o in discussione (scuola media). Ne è emerso un largo accordo sull'opportunità di una presa di posizione del Forum che sia decisamente critica, e a partire dalla critica rivendichi il ruolo delle associazioni, in particolare nella fase imminente di elaborazione dei programmi per la scuola secondaria di secondo grado. La critica dovrebbe investire:

- alcune scelte compiute nel disegno di legge delega;

- la qualità culturale e pedagogica delle Indicazioni, nonché la loro praticabilità.

         Nel pomeriggio, un gruppo di lavoro ristretto ha concordato alcuni punti su cui costruire un documento sui temi indicati.

 

Alcuni punti concordati

 

Sugli ordinamenti (disegno di legge delega 1306/2002):

 

Orientatività

 

Il fatto che la progettazione centralizzata del sistema dei licei sia già delineata mentre il sistema della formazione professionale non è stato ancora delineato dalle regioni non consente di sperare un reale possibilità di interscambio tra i due canali.

In ogni caso, la diversa competenza, nazionale per il sistema dei licei, regionale per l’istruzione e la formazione professionale, insieme alla scelta precoce tra sistema di istruzione e di formazione, configurati come percorsi decisamente diversi anche per durata, fanno ritenere pressoché impossibile il passaggio dall’istruzione e formazione professionale al sistema dei licei; con questo si nega anche l'orientatività che si pretende di assegnare alla parte terminale della scuola secondaria di 1° grado.

Sui piani di studio per la scuola elementare e media

(“Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati per la scuola primaria”(6 nov. 2002) e secondaria di 1° grado (24 dic. 2002) e relativi allegati).

 

Incoerenza tra impianto pedagogico e indicazioni

 

L'impianto pedagogico sotteso alle Indicazioni è esplicitato prolissamente nelle premesse ai due documenti per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Tali premesse contengono enunciazioni che in buona parte non possono non essere condivise, proprio per la loro genericità; ma sono seguite da liste di “obiettivi specifici di apprendimento” che svuotano di fatto le intenzioni dichiarate, in quanto sono rigidi elenchi di contenuti, spesso ispirati a scelte pedagogiche molto arretrate, affiancati ad altrettanto rigidi e frammentari elenchi di abilità; tra l'altro, la distribuzione degli ob iettivi tra i due elenchi non appare guidata da criteri rigorosi ed è a volte del tutto incomprensibile.

I limiti dell'ispirazione pedagogica del documento appaiono se si considera che gli obiettivi relativi all'Educazione alla convivenza civile, per entrambi i livelli di scuola, includono l'educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all'affettività; non una frase è spesa per l'educazione alla pace, allo sviluppo, all'intercultura e alle pari opportunità.

 

Intenzioni dichiarate e gestione reale della scuola

 

Lo stesso scollamento tra intenzioni e fatti traspare dalle scelte di politica scolastica e finanziaria.  Per esempio la figura del “tutor” (o “docente prevalente”), in particolare nella scuola elementare, nega la dimensione collettiva del lavoro dell’insegnante, con questo ignorando l'esperienza e la professionalità accumulata nella scuola in decenni di sperimentazioni e innovazioni.

 

Piani personalizzati, valutazione e portfolio

 

La realizzazione dei piani personalizzati risulta scarsamente attuabile sia dal punto di vista progettuale/organizzativo sia  da quello didattico. La giusta esigenza di una individualizzazione (o “personalizzazione”) dell'insegnamento rischia di essere tradotta in un obbligo burocratico, tale da bloccare la perogrammazione didattica del corpo insegnante in una mera produzione cartacea.

Lo stesso rischio si profila per quanto riguarda il “portfolio” di ciascuno studente, affidato all'insegnante tutor; esso è tra l'altro configurato in modo confuso, oscillando fra essere uno strumento di autovalutazione orientativa, una certificazione delle valutazioni dell’insegnante, un “contenitore” in cui sono raccolti alla rinfusa contributi di soggetti con ruoli diversi ( insegnanti, alunni, genitori).

 

Linguaggio

 

Poco chiaro, faticoso, ridondante.

L’assenza di termini quali curriculum, continuità, insegnamento modulare. differenziazione, integrazione, plurilinguismo, pluriculturalismo,  non è solo un segnale linguistico ma rappresenta  un’esplicita rimozione degli esiti del dibattito e delle esperineze degli ultimi 40 anni anche a livello europeo.

 

Orario annuale obbligatorio

 

L’orario annuale obbligatorio delle lezioni, comprensivo della quota riservata alle regioni, alle istituzioni scolastiche e all’insegnamento della religione cattolica ( 900 per la scuola secondaria I grado, già ridotto del 10% rispetto al vecchio ordinamento) con 11 discipline da sviluppare (senza contare l’educazione alla convivenza civile), comporta il rischio che  sia drammaticamente  compromesso il processo di insegnamento/ apprendimento delle discipline.

 

Osservazioni sul metodo e proposta di collaborazione

 

Le Indicazioni ..e gli allegati vari ( alcuni di difficile reperimento) non sono  firmati, né risulta che le Associazioni disciplinari siano mai state coinvolte a nessun livello nella loro messa a punto, nonostante siano stati stipulati  Protocolli d’Intesa e altre collaborazioni tra il Ministero dell’Istruzione e molte delle Associazioni aderenti al Forum.

Questo spiega l’esistenza di proposte non epistemologicamente  e didatticamente corrette e  l’aver trascurato le precedenti sperimentazioni  e ricerche didattiche compiute dalle associazioni e dalle scuole negli ultimi decenni.

Tutto questo, se è estremamente grave per la scuola primaria e per la secondaria di I grado, rischia di esserlo ancora di più per la secondaria di II grado in cui le specificità disciplinari  sono ancora più rilevanti.

Per tutti questi motivi le Associazioni disciplinari aderenti al Forum rinnovano la loro disponibilità a cooperare alle diverse fasi del processo di riforma. Non sono però disponibili a una collaborazione esclusivamente esecutiva.

 

XVII 

 

14.9.2003

 

Al seminario sono state presenti venti persone, in rappresentanza di dodici associazioni: ADI-SD, AEEE, AIF, AIIG, ANISA, Clio ’92, GISCEL, LANDIS-INSMLI, LEND, SCI-DD, SIEM, Tesol Italy.

Variazioni del gruppo di coordinamento

Fabio Olmi ha comunicato che non riesce più a svolgere questa funzione, e ha indicato al proprio posto Eleonora Aquilini; altrettanto in seguito ha detto Riccardo Govoni, che ha indicato Antonio Gandolfi; non essendoci obiezioni, così è rimasto stabilito.

La composizione attuale del gruppo di coordinamento è dunque:

 

- Eleonora Aquilini (SCI-DD)

- Adriano Colombo (GISCEL)

- Antonio Gandolfi (AIF)

- Maurizio Gusso (LANDIS)

- Mariella Stagi (LEND)

 

Libro bianco di valutazioni sulle Indicazioni nazionali per i piani di studio (scuola elementare e media), secondo la proposta del Gruppo di coordinamento.

Colombo ha presentato i preventivi raccolti informalmente presso un tipografo

La discussione successiva ha approfondito tutti gli aspetti della proposta:

opportunità di fare la pubblicazione;

è bene limitare la presenza alle sole associazioni disciplinari;

le associazioni potranno integrare e aggiornare i testi che hanno prodotto spesso in gran fretta, pressate dalle scadenze brevissime date dal Ministero nella richiesta di un parere;

le associazioni che non hanno espresso valutazioni, o perché non richieste dal ministero, o per mancanza di tempo, potranno aggiungere propri documenti;

la raccolta dei documenti dovrebbe essere preceduta da una prefazione che, partendo da una lettura attenta del materiale, segnali i principali punti di convergenza, , eventuali differenze, e dia un senso d’insieme al Libro bianco;

destinatari: principalmente istituzionali, politici, associativi; i membri della Commsisione De Mauro più rappresentativi e/o che si sono “autoconvocati” in seguito; si ritiene che il libro non sia adatto a una diffusione capillare nelle scuole; per questo si è pensato a una tiratura limitata a 1000 copie; alle associazioni partecipanti resterebbero 50 copie o poche più per ciascuna;

finanziamento;

scadenze.

 

Documento “18 ore”

 

Discussa la bozza del documento contro la generalizzazione dell’orario di lezione a 18 ore elaborata da Govoni.[link 18ore] Alcuni hanno sostenuto che una difesa acritica della continuità didattica come principio assoluto finirebbe per accettare il modello tradizionale di rigidità delle cattedre; altri hanno difeso il principio della continuità e sottolineato il rischio di accettare momenti di flessibilità in un contesto normativo che in realtà si va facendo sempre più rigido; nella discussione è entrato anche il rapporto tra formazione in servizio in vista di specifici ruoli didattici e improvvisi cambi di destinazione dell’insegnante. Unanime è stato il rifiuto del decreto come è, come misura di puro e semplice risparmio (supposto), sganciata da qualsiasi progettualità didattica. Si sono concordate alcune modifiche del testo, che saranno messe a punto da Govoni; il nuovo testo sarà diffuso al più presto per la raccolta delle adesioni.

Si è notato che, pur nell’unanime opposizione a questa misura governativa, i dissensi emersi non sono superficiali, ma indicano problemi aperti nel mondo associativo (e non solo).

 

XVIII 

 

30.11.2003

 

Al seminario sono state presenti venti persone, in rappresentanza di tredici associazioni: ADI-SD, AIF, ANIAT, ANISA, ANISN, Clio ’92, GISCEL, INSMLI, LANDIS, LEND, SCI-DD, SIEM, Tesol Italy.

È stato presentato il “libro bianco” contenente i pareri e i commenti delle associazioni ai documenti ministeriali per la scuola elementare e media, la cui pubblicazione era stata decisa nello scorso seminario.

1. “Sistema dei licei”: lavori in corso nei comitati paritetici

Da un primo scambio informativo è risultata la grande incertezza che circonda il contributo che dovrebbero dare le associazioni: Dalla discussione è sorta l’idea di un documento del Forum che rappresenti una presa di posizione comune delle associazioni, sottolineando quelle che si considerano condizioni minime per una collaborazione fattiva. Si sono indicate varie questioni che dovrebbero essere toccate:

- espressione di disagio per i vincoli posti sul contributo richiesto alle associazioni (incluse le scelte già fatte in loro assenza per il primo ciclo),

- richiesta di un linguaggio agile, fruibile per gli utenti, non vincolato a una specifica scuola pedagogica, rispettoso dell’autonomia degli istituti scolastici;

- richiesta di chiarimenti sul sistema professionale, sul monte ore di ciascuna disciplina (che non dovrebbe mai scendere sotto una certa soglia minima), sul significato della scansione del quinquennio in 2+2+1 e in particolare dell’ultimo anno.

Con tono non ultimativo, si dovrebbe sollecitare una risposta rapida, dati i tempi stretti concessi ai comitati paritetici. Il documento, rivolto in primo luogo ai direttori generali interessati (Criscuoli, Cosentino), dovrebbe essere reso pubblico solo in caso di mancata risposta.

2. Questione della professionalità e carriera dei docenti

        

E’ stato letto l’appunto inviato da Eleonora Aquilini, che non può essere presente.

La discussione ha messo in luce i molti nodi della questione, e la presenza di accenti e sensibilità diverse:

- progressione attraverso concorsi o no?

- valutare l’allargamento della professionalità a funzioni di gestione dell’organizzazione didatica o anche la qualità dell’insegnamento? con quali indicatori?

- avanzamenti a numero chiuso o aperto?

- come rispettare un confine di ciò che può riguardare le associazioni disciplinari, senza invadere terreni di stretta competenza sindacale?

        

Govoni ha richiamato: un punto delimitato e di nostra stretta competenza: qualunque soluzioni si adotti, dovrebbe essere riconosciuta la competenza acquisita nell’ambito delle associazioni disciplinari; la questione è decisiva anche per il ricambio generazionale nelle associazioni.

In conclusione si sono adottate due decisioni:

- fare una lettera a Cosentino in cui il Forum, o quanto meno alcune associazioni, chiedono un colloquio per insistere che si tenga in ogni caso presente la professionalità acquisita presso le associazioni;

- creare un gruppo di lavoro che approfondisca i vari aspetti della questione per riproporla in forma più elaborata a un prossimo Seminario nazionale.

 

XIX 

 

4.4.2004

 

Al seminario sono state presenti ventuno persone, in rappresentanza di quattordici associazioni: ADI-SD, AEEE-Italia, AIF, AIIG, ANIAT, ANISA, ANISN, Clio ’92, GISCEL, INSMLI, LANDIS, LEND, SIEM, Tesol Italy.

In apertura, sono stati discussi vari aspetti della partecipazione alla Fiera Docet (Bologna, 15-18 aprile), la gestione del tavolo del Forum e i modi di distribuzione del Libro bianco.

1. Proposta dell’INDIRE di collaborazione alla formazione in attuazione del Decreto sul primo ciclo di istruzione

gran parte delle associazioni presenti non condividono l’impianto della riforma e si preoccupano di non essere identificate tra i suoi attori;

d’altra parte si ritiene che l’adesione alla proposta configuri un servizio agli insegnanti e alle scuole a cui le nostre associazioni non devono sottrarsi;

i temi di formazioni proposti dall’INDIRE non sono tutti legati alla specifica riforma e sono comunque una lista non vincolante;

molte associazioni hanno già aderito alla proposta specificando i possibili temi della formazione, alcune hanno dato un’adesione di massima, alcune hanno atteso la consultazione in questa sede;

si ritiene opportuno fissare dei limiti alle nostre partecipazioni; in particolare le associazioni non accettano di dare un contributo limitato alla formazione inlinea senza essere coinvolte in un processo più generale di formazione anche in presenza, che includa i vari soggetti interessati (direzioni regionali, università).

Su queste linee è stato concordato a grandi linee un documento da sottoporre alla firma delle associazioni, poi divenuto una lettera ufficiale:

 

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI DISCIPLINARI DELLA SCUOLA

al Direttore dell’INDIRE

al Direttore Generale per il Personale - MIUR

Bologna, 26.4.2004

 

Le associazioni disciplinari che sottoscrivono il presente documento hanno ricevuto dalla direzione dell’INDIRE l’invito a collaborare alle iniziative di formazione inlinea conseguenti all’emanazione del Decreto 59 attuativo della Legge 53/03.

Le associazioni ribadiscono la disponibilità già espressa dalla maggior parte di loro a collaborare all’iniziativa, una volta verificate le condizioni giuridiche, organizzative ed economiche della collaborazione.

Ovviamente tale disponibilità non implica una rinuncia alle valutazioni autonome espresse sul merito della riforma della scuola in corso da ciascuna associazione singolarmente o nei loro momenti di espressione collettiva; quanto al metodo della sua attuazione, le associazioni valutano negativamente la mancanza di un coinvolgimento ampio e pluralista delle forze culturali interessate alla scuola, la non riconoscibilità dei contributi che confluiscono nelle Indicazioni nazionali per i piani di studio, la scarsa trasparenza dei processi decisionali.

Le associazioni ritengono che, anche in tale contesto problematico, aderire alla proposta dell’INDIRE costituisca da parte loro un modo di continuare la propria attività di servizio alla scuola e agli insegnanti, attività che si può svolgere in contesti politici e normativi diversi, dato che da sempre si ispira a principi e questioni metodologiche di più lunga durata.

Le associazioni non intendono esaurire il proprio contributo formativo nelle modalità “a distanza” proposte dall’INDIRE; ritengono di poter esprimere le proprie potenzialità formative anche e soprattutto in attività prevalentemente “in presenza”, che dovrebbero avere un rilievo più spiccato e un coordinamento maggiore; invitano a una discussione sulla possibilità di iniziative concertate tutti i soggetti interessati: associazioni professionali “generaliste”, università, assessorati regionali, direzioni regionali del MIUR.

                                                                  (Adriano Colombo)

 

A nome delle associazioni:

 

AIF (Associazione per l’insegnamento della fisica)

ANIAT (Associazione. Nazionale Insegnanti Area Tecnologica)

ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte)

“Clio ‘92” (associazione di gruppi di ricerca sull'insegnamento della storia)

DD-SCI (Divisione Didattica della Società Chimica Italiana)

GISCEL (Gruppo di intervento e studio nel campo dell’educazione linguistica nell'ambito della S.L.I.)

LANDIS (Laboratorio Nazionale di didattica della Storia)

LEND (Lingua e Nuova didattica)

SIEM (Società Italiana per l’Educazione Musicale)

TESOL Italy (Teaching English to Speakers of Other Languages)

 

 

2. Stato della definizione degli obiettivi di apprendimento per la scuola del secondo ciclo.

        

Sono state raccolte le informazioni disponibili, parziali e poco chiare.

Quanto all’atteggiamento da assumere da parte nostra, alcuni (LEND) affermano un netto rifiuto di collaborare a una riforma di cui non condividono nulla; altre associazioni stanno elaborando propri obiettivi disciplinari; alcuni interventi sostengono che le associazioni dovrebbero comunque redigerli, eventualmente anche in contrapposizione a ciò che uscirà dai lavori ministeriali.

Si pone comunque l’esigenza di dare un minimo di risonanza alle proposte delle associazioni, anche per evitare che, attraverso una consultazione solo formale, vengano coinvolte nella responsabilità di scelte che non condividono.

Le posizioni delle associazioni disciplinari potrebbero essere pubblicizzate attraverso una Giornata di studio, cercando di coinvolgervi anche le associazioni “professionali”; l’iniziativa potrebbe tenersi a settembre.

 

XX 

 

6.9.2004

 

Al seminario sono state presenti quindici persone, in rappresentanza di dieci associazioni: ADI-SD, AIF, AIIG, ANISA, ANISN, Clio ’92, GISCEL, LANDIS, LEND, SCI-DD. Nel pomeriggio sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni non disciplinari invitate: ADI (Associazione Docenti Italiani), APS, CIDI, DiEsse, FNISM, Legambiente, UCIIM.

Tema dell’incontro: esame della situazione della “riforma” per l’istruzione secondaria di secondo grado, proposta da formulare alle associazioni non disciplinari invitate per il pomeriggio.

Si è fatta una rassegna delle situazioni e posizioni delle associazioni presenti in relazione alle richieste di collaborare alla stesura degli obiettivi per i licei.

La proposta condivisa è stata di svolgere un’iniziativa pubblica (col massimo della pubblicità possibile), in cui le associazioni disciplinari presentino le proprie valutazioni sul metodo non trasparente con cui si è proceduto e si procede nell’elaborazione della “riforma”, le proprie proposte di merito e le proprie critiche a ciò che si conosce delle Indicazioni nazionali in corso di elaborazione (a cominciare dalla verbosa introduzione generale).

Quanto alla proposta da formulare alle associazioni professionali non disciplinari, si è convenuto che non è opportuno proporre un’iniziativa da promuovere in comune, per il carattere più direttamente politico, e con posizioni diverse, di quelle; è invece opportuno invitarle a partecipare a un’iniziativa che resti del Forum.

Sono state assunte alcune decisioni organizzative per la Giornata di studio da tenersi a Roma il 6 novembre.[link].

Nel pomeriggio, dopo una breve presentazione delle conclusioni e proposte della mattinata, sono intervenuti rappresentanti delle associazioni non disciplinari invitate: D.Chiesa (CIDI), M.T. Lupidi Sciolla (UCIIM), A.Cenerini (ADI), M.Sarti (APS), G.Calchieruti (Legambiente), Foschi (Diesse).

 

XXI 

 

10.4.2005

 

Al seminario sono state presenti quindici persone, in rappresentanza di dieci associazioni: ADI-SD, AEEE, AIF, ANISA, Clio ’92, GISCEL, LANDIS.INSMLI, LEND, SFI-CD, TESOL Italy.

In apertura Colombo ha informato che Mariella Stagi si è dimessa dal gruppo di coordinamento e che LEND ha indicato al suo posto Luisa Lolli Pozzi. Il gruppo resta dunque costituito da Aquilini, Colombo, Gandolfii, Gusso, Pozzi.

La mattinata è stata dedicata a un giro d’orizzonte sulle esperienze delle associazioni nel rapporto col MIUR a proposito degli o.s.a. dei licei. Le esperienze sono molto varie, ma pressoché unanime è il giudizio sul metodo confuso e privo di trasparenza seguito dagli organi ministeriali: ci si trova di fronte a testi redatti o modificati da non si sa chi, a decisioni improvvise di cui non si conosce l’origine e la ragione. Un’eccezione è l’AIF (Fisica), che ha lavorato in continuità in rapporto con un ispettore di riferimento, e in parte l’ANISA (Storia dell’arte).

Più di uno ha espresso l’impressione che il recente giro di consultazioni promosso da gennaio sia più che altro un tentativo di funzionari che vogliono mettersi al riparo da castronerie clamorose, mentre la ministra mira a presentare rapidamente un risultato concluso, anche se il governo dovesse cadere.

La discussione ha fatto emergere temi che vanno al di là della contingenza e che meritano di essere ripresi e approfonditi, anche in vista di un ripensamento generale della riforma in seguito a un probabile cambiamento politico.

Competenze: unanime giudizio negativo sull’uso delle due colonne “conoscenze/abilità”, che non permette una formulazione chiara di standard e traguardi; viene sottolineato da molti il bisogno di riprendere l’elaborazione sulle competenze a cui tra gli altri il Forum ha dato un contributo nella scorsa legislatura. Non c’è invece accordo sul punto se la formulazione di obiettivi specifici di apprendimento (DPR n. 275/1999) debba o non debba includere indicazioni didattiche.

Strutture e ratio della riforma: c’è chi sottolinea che dagli o.s.a. non traspare un progetto culturale, un’idea del ruolo della scuola nel mondo giovanile (Goggi, ADI-SD). Altri ricorda le questioni del doppio canale e del valore legale del titolo di studio (Rabuiti, Clio 92). Si è d’accordo nel denunciare una moltiplicazione delle materie di fronte a una contrazione del tempo scuola (Cioffi, SFI); ma non c’è accordo sulla questione se gli orari della scuola di “secondo ciclo” debbano essere ridotti rispetto alle misure oggi correnti. Quartapelle (LEND) insiste che la cornice di questo discorso dovrebbe riguardare un ragionamento complessivo sulla costruzione del curricolo includente i temi della modularità e dell’opzionalità.

Nel pomeriggio, posta l’esigenza di “non partire dagli o.s.a. o dai quadri orari, ma da quale scuola vogliamo” (Minardi, LEND), anche in vista di un probabile cambio di maggioranza, un tema discusso è se pensare a una nuova riforma generale o evitare di sottoporre la scuola a un nuovo stress; alcune proposte:

- attuare e valorizzare l’autonomia, dare forza al sistema della formazione professionale, prima di pensare a nuove riforme (Goggi, ADI);

- prioritario ridefinire le indicazioni nazionali e restaurare gli organi collegiali (Bufo, ADI);

- costruire curricoli coerenti non parcellizzati (Jona, AIF);

- definire competenze trasversali forti (Pozzi, LEND);

- Colombo ha ricordato i temi emersi nella mattinata, con consensi e dissensi: il tempo scuola, la modularità dei curricoli, la definizione di standard di prestazione, le prove nazionali (e non) e la loro retroazione sulla didattica; la ripresa del tema delle competenze.

Si è anche discusso quali siano il nostro ruolo e i nostri interlocutori. Gusso (LANDIS-INSMLI) ha ricordato che noi rappresentiamo un elemento di continuità, contro il doppio rischio: che si parta dal continuismo rispetto al presente quinquennio, o che si pensi di ripartire da zero. Cioffi (SFI) ha sostenuto che non tocca a noi “dare la linea”, ma agire come risorsa: ci spetta definire che cosa intendiamo per discipline e per competenze, e occuparci della formazione degli insegnanti.

Quartapelle (LEND) ha sostenuto che una ricerca di accordo tra noi deve precedere qualunque iniziativa rivolta all’esterno: ci sono temi che non abbiamo discusso abbastanza.

Al gruppo di coordinamento è stata demandata la ricerca dei modi in cui sviluppare la discussione su questi temi.

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